Riorganizzazione della CGIL, Capitanata suddivisa in quattro macro aree

Un progetto di suddivisione per rispondere alla crisi, predisporre e programmare le politiche per il rilancio economico-sociale della provincia.

Una CGIL sempre più forte, meglio organizzata e presente, in grado di predisporre politiche efficaci sulla base di un attento monitoraggio delle singole realtà territoriali in una fase di profonda crisi, con un’azione capillare anche nei territori più periferici, in una provincia molto estesa e soprattutto caratterizzata da profonde diversità sociali e produttive”. E’ il cuore del progetto della Cgil approvato dal comitato direttivo del sindacato e che prevede la suddivisione del territorio in quattro macro aree che faranno capo ai comuni di San Severo, Cerignola, Manfredonia e Lucera.

Azioni mirate contro la crisi

I redditi delle famiglie erosi dall’aumento dei prezzi, i dati della cassa integrazione (+310% la Cig straordinaria nel 2010), l’emorragia di posti di lavoro e il conseguente aumento della disoccupazione che affligge in primis giovani e donne, i pesanti tagli al sistema del welfare e alla spesa sociale, “sono fenomeni che comportano una ulteriore forte accentuazione delle disuguaglianze economico-sociali, anche a seguito di una frantumazione del mondo del lavoro che risulta sempre più caratterizzato da instabilità e precariato, da lavoro nero e irregolare, da incertezze e preoccupazioni – commenta Mara De Felici, segretaria generale della Cgil di Foggia -. Allora il luogo di lavoro non può più rappresentare l’unico terreno di azione sindacale, seppure costituisca ancora l’elemento strategico del nostro agire quotidiano. Così diventa il territorio il luogo centrale per sviluppare e rilanciare politiche economiche, ambientali, sociali e territoriali, anche attraverso una decisa integrazione del sistema dei servizi Cgil al fine di garantire tutela individuale e collettiva”. Tutto ciò implica anche la necessità di rinvigorire il ruolo delle Camere del Lavoro comunali “che rimangono per la nostra organizzazione una risorsa dalle potenzialità straordinarie perché garantiscono una presenza capillare su tutto il territorio della Capitanata. Le macro aree allora “come una sorta di osservatorio di ambito che ci consente di leggere meglio i bisogni sociali, le criticità, i problemi del mondo del lavoro, al fine di predisporre misure adeguate e coerenti”.

Le quattro macro aree

Nella macro area con capofila Cerignola fanno parte i comuni di Stornara, Stornarella, Ordona, Orta Nova e Carapelle. Nell’area che fa riferimento a Manfredonia rientrano i comuni di San Giovanni Rotondo, Mattinata, Monte Sant’Angelo e Zapponata. A San Severo faranno riferimento i comuni di Rignano Garganico, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, Apricena, Poggio Imperiale, Lesina, Chiesti, Serracapriola, San Paolo di Civitate, Torremaggiore e solo momentaneamente anche Vieste, Peschici, Vico Garganico, Ischitella, Rodi Garganico, Carpino, Cagnano, per i quali la Cgil avvierà un progetto specifico Gargano Nord. Nella macro area con Lucera capofila rientrano tutti i comuni del Subappennino Dauno.

Infrastrutture, programmazione e legalità per il rilancio

Per la Cgil di Capitanata, complessivamente “le prospettive di crescita di tutta la provincia sono riconducibili in larga misura alle condizioni del suo apparato infrastrutturale, che a tutt’oggi risulta fortemente critico. Una debolezza che se dovesse persistere porterebbe questo territorio verso una emarginazione sociale prima ancora che economica”. Paradigma di questo assunto il progetto di alta capacità, che richiederà ancora molti anni prima della definitiva realizzazione e che nel frattempo lascia la Capitanata e tutta la Puglia fragile nel sistema ferroviario italiano per i collegamenti lungo le dorsali adriatiche e tirreniche”. Per il sindacato di via della Repubblica bisogna inoltre “accelerare le procedure attuative degli obiettivi elaborati dal Piano Strategico di Area Vasta”. Indispensabile, inoltre, “precondizione di ogni idea di sviluppo sostenibile e solidale”, un forte intervento “culturale e di contrasto contro la pervasività della criminalità organizzata, che mette a rischio la sicurezza dei cittadini, delle imprese, che favorisce l’economia illegale con ricadute sul rispetto dei diritti dei lavoratori. Un sistema che vive sul ricatto di un lavoro a qualunque costo soprattutto in questa fase di recessione. Tutti aspetti che devono contare sul fattivo impegno di istituzioni e controparte datoriale. Altrimenti parlare di vero sviluppo per questa provincia sarà solo esercizio retorico”.
 

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