Trasferimenti 'incomprensibili' e stipendi in ritardo, il dramma dei lavoratori del CARA: appello al Prefetto, "Vigili sulla cooperativa"

“Il futuro degli operatori del Cara di Borgo Mezzanone è in un vicolo cieco, apparentemente senza via d’uscita”. Fisascat Cisl, Fp Cgil e Uiltucs ribadiscono la forte preoccupazione per il futuro occupazionale dei lavoratori

“Il futuro lavorativo degli operatori del Cara di Borgo Mezzanone è in un vicolo cieco, apparentemente senza via d’uscita”. Fisascat Cisl, Fp Cgil e Uiltucs ribadiscono la forte preoccupazione per il futuro occupazionale dei lavoratori impegnati nel servizio di accoglienza del Cara di Borgo Mezzanone. In una missiva di qualche giorno fa le organizzazioni sindacali di categoria hanno segnalato nuovamente alla Prefettura le inadempienze della cooperativa ‘Badia Grande’ che svolge il servizio di accoglienza migranti all’interno del centro per rifugiati politici.

“Si susseguono incomprensibili trasferimenti dei lavoratori presso altre sedi di Trapani e Palermo, con la conseguenza di non riuscire a garantire il servizio minimo richiesto dal capitolato d’appalto - dichiarano i Segretari Generali delle tre organizzazioni sindacali Angelo Sgobbo, Angelo Ricucci ed Elio Dota - L’altra grande nostra preoccupazione è quella che non si riesce a garantire fattivamente la sicurezza dei pochi lavoratori rimasti, soprattutto nei turni notturni.” I sindacati denunciano, ancora una volta, i forti ritardi dei pagamenti degli stipendi. Molti dipendenti, infatti, non hanno percepito la mensilità di aprile, ad alcuni lavoratori è stato bonificato solo un acconto relativo al mese di maggio e sono scaduti i termini per il pagamento del mese di giugno. “Negli ultimi giorni, i proclami della politica e delle istituzioni sono orientati verso misure alternative per l’accoglienza dei migranti non più ospiti del centro, che ad oggi conta circa 70 ospiti. La nostra richiesta unitaria - aggiungono Sgobbo, Ricucci e Dota - è quella di coinvolgere il personale non più dipendente della ‘Badia Grande’ e quello che tutt’oggi l’azienda dichiara in esubero per i nuovi possibili progetti. Chiediamo alla Prefettura, che in questa vertenza non è solo un organo di controllo territoriale ma anche committente del servizio, di rendere noti i risultati di eventuali controlli, di compiere gli atti conseguenziali e di vigilare sull’operato della cooperativa ‘Badia Grande’, trovando le soluzioni più opportune per scongiurare un dramma sociale di grandi proporzioni e per garantire la sicurezza sociale del territorio”.

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