Dimezzati i numeri della Capitanata che produce: dall'agricoltura all'industria "crollano" imprese e occupati

Il presidente Michele Emiliano ha emanato il decreto sulla composizione del nuovo consiglio camerale dell'ente foggiano. Tra agricoltura ed industria, crollano i numeri

Il quinquennio di durata in carica del Consiglio della Camera di Foggia, nominato con DPGR n. 736 del 25 novembre 2013 ed insediatosi il 9 dicembre 2013, giungerà a scadenza 1'8 dicembre 2018. Ed è in stato avanzato la procedura per il suo rinnovo (che dovrebbe portare alla riconferma, per volontà ufficializzata delle parti in causa, del presidente uscente Fabio Porreca).

Con decreto del 24 ottobre scorso, il presidente della giunta regionale, Michele Emiliano, ha messo nero su bianco le organizzazioni (ed il relativo peso in termini di numeri e di seggi) alle quali spetta designare i componenti del nuovo consiglio camerale per il quinquennio 2018-2023. 25 in tutto i componenti,  di cui 22 in rappresentanza dei settori economici e i restanti 3 divisi tra organizzazioni sindacali, associazioni dei consumatori e liberi professionisti. (All'interno del numero dei rappresentanti di ciascuno dei settori dell'industria, del commercio e dell'agricoltura è assicurata una rappresentanza autonoma per le piccole imprese). Il numero dei seggi è stato assegnato in ragione  del grado di rappresentatività di ciascuna organizzazione imprenditoriale e associazione dei consumatori nell'ambito del rispettivo settore di appartenenza, sulla base dei numeri che hanno, per intenderci, ed arriva all’esito di una lunga e complessa procedura di validazione da parte dell’ente camerale, che ha “sgonfiato” parecchie delle cifre di partenza, evidentemente non corrispondenti alla realtà. Prima di entrare nel merito delle cifre, ecco quale sarà la composizione del nuovo consiglio camerale:

Nello specifico: 5 seggi sono andati al settore Agricoltura (3 assegnati all’apparentamento CIA – Confagricoltura Foggia e 2 alla Federazione provinciale della Coldiretti Foggia); 2 seggi al settore Artigianato (assegnati all’apparentamento Confcommercio, Confartigianato, Associazione Compagnia delle Opere, Federazione provinciale Artigianato, C.A.S.A., C.N.A. Foggia); 3 seggi all’Industria (1 assegnato all’apparentamento Confcommercio, Confartigianato, Ass Compagnia delle Opere e 2 a Confindustria Foggia); 5 seggi al Commercio (nel dettaglio: 4 assegnati all’apparentamento Confcommercio, Confartigianato, Compagnia delle Opere, Federazione provinciale Artigianato, C.A.S.A., C.N.A. Foggia e 1 a Confesercenti PMI Foggia); 1 seggio alla Cooperazione, assegnato a Confcooperative Foggia, 1 al Turismo (assegnato all’apparentamento Confcommercio, Confartigianato, Associazione Compagnia delle Opere), 1 seggio ai Trasporti, assegnato all’apparentamento Confcommercio, Confartigianato, Associazione Compagnia delle Opere; e ancora, 1 seggio al settore Credito ed Assicurazioni, assegnato all’Abi – Ania, 2 ai Servizi alle Imprese (1 a Confesercenti PMI Foggia ed 1 all’apparentamento Confcommercio, Confartigianato, Associazione Compagnia delle Opere). Stesso apparentamento, quest’ultimo, che prende l’unico seggio della sezione “Altri settori”. Per l’associazione dei consumatori, 1 seggio va ad Adiconsum Foggia.

Il decreto stabilisce, altresì,  “di rinviare a successivo provvedimento la determinazione dell'organizzazione sindacale cui spetta la designazione del componente in rappresentanza dei lavoratori” poiché “nessuna Organizzazione sindacale ha presentato la documentazione di cui all'art. 3 del DM 156/2011, necessaria per la rilevazione del grado di rappresentatività e che, stante il comma 7 dell'art. 12 della L. 580/1993, l'individuazione dell'organizzazione maggiormente rappresentativa e la conseguente nomina del componente il consiglio di cui trattasi può intervenire anche successivamente alla nomina e all'insediamento del consiglio stesso, senza pregiudizio dello svolgimento delle proprie funzioni da parte dell'organo consiliare”. Il decreto è stato notificato a tutte le organizzazioni imprenditoriali ed associazioni di consumatori partecipanti, con invito a designare i nominativi dei rappresentanti nel rispetto dei termini previsti dalla legge.

E’ di tutta evidenza che il decreto con il suo allegato, che riporta il peso specifico di ciascuna organizzazione di categoria sul territorio, è la fotografia più precisa esistente dello stato dell’arte del tessuto economico/imprenditoriale di Capitanata, nonché più immediata della drammaticità dei numeri, e, pertanto, fatta qualche eccezione più virtuosa, del deficit di rappresentanza. Anche perchè le cifre in alcuni casi si sono dimostrate di gran lunga meno consistenti, all'esito della verifica. 

E’ il caso, ad esempio, delle associazioni agricole i cui numeri sono stati praticamente “dimezzati” nel controllo di “regolarizzazione e validità” fatto dalla CCIAA: nel settore agricoltura, Confagricoltura passa così da 6.297 imprese e 17.632 occupati a 3915 imprese e 11.532 occupati, stesso dicasi per Coldiretti il cui dato di partenza di 11.255 imprese e 32.884 occupati è stato abbassato a 6.442 imprese per 20.382 occupati (per non parlare della Piccola impresa, che crolla vertiginosamente). Nel comparto “Altri settori” sciocca il dato di Confesercenti PMI Foggia, che passa da un dichiarato di 431 imprese per 1.526 lavoratori ad un misero 18 per 44 occupati. Stessa sorte per CNA. Nel settore industria praticamente dimezzata anche Confindustria, che crolla da 1221 imprese per 10.827 occupati a 664 imprese per 7461 occupati.

Dati e cifre che dovrebbero far riflettere i detentori dei cordoni della rappresentazione imprenditoriale del territorio. Sempre che a loro interessi.

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