La Camera di Commercio riparte da Porreca, che ammette: "la Capitanata è ferma a 5 anni fa". Infrastrutture al palo

Il presidente uscente confermato all'unanimità. Inizia il secondo mandato 2018 - 2023. Nella relazione il gap infrastrutturale che ancora sconta la Capitanata e la legalità. "Siamo interlocutori credibili"

Comincia l’era del Porreca bis in Camera di Commercio. Questa mattina, come da programma, il nuovo consiglio camerale ha proceduto all’elezione del presidente, confermando all’unanimità la fiducia all’uscente Fabio Porreca, come da notizia ampiamente filtrata nei mesi scorsi.

Si apre dunque un nuovo quinquennio in via Protano, a Foggia. Nella relazione di Porreca le direttrici che guideranno il suo nuovo mandato quinquennale, che si svilupperà “in continuità col precedente” ha sottolineato. Dopo aver illustrato l’azione di risanamento compiuta (il pareggio di bilancio è notizia dei giorni scorsi, risultato che “salva” la CCIAA foggiana, scongiurandole l’accorpamento con Bari), l’esponente di Confcommercio ha puntato l’attenzione sulle due direttrici che accompagneranno il suo secondo mandato: legalità e infrastrutture.

Per ciò che concerne il primo aspetto, il presidente ha voluto anzitutto evidenziare come l’ente camerale foggiano nel corso del quinquennio precedente si sia per la prima volta costituito parte civile in un processo per mafia, ed ha ricordato l’iniziativa assieme al procuratore nazionale Antimafia “Foggia Reagisce”, svoltasi al Teatro Umberto Giordano. “Siamo un esempio di rigore ed un interlocutore credibile” ha voluto rimarcare in premessa, tanto più in questo periodo, caratterizzati da maxi operazioni delle Forze dell’Ordine che hanno portato alla luce un sistema estorsivo diffuso ai danni del tessuto economico della città). “La legalità e la trasparenza l’abbiamo praticata, non solo dichiarata” ha voluto sottolineare Porreca.

Quindi, nella consapevolezza diffusa che la strada su questa direttrice è ancora lunga, ha illustrato la situazione infrastrutture ed il “profondo gap” con cui convive ancora la Capitanata. Praticamente “siamo fermi a 5 anni fa” ha affermato. E giù con l’elenco di sempre: Gino Lisa, seconda stazione, la rispolverata dal costruendo Contratto Istituzionale di Sviluppo Diga di Piano dei Limiti. E le strade strada regionale 1 e strada garganica. Le cose di sempre, insomma. Incagliata da decenni. “Se non si investe le cose non cambiano” ha dichiarato Porreca, che ha rivolto lo sguardo anche agli investimenti da fuori.  “Ci sono opportunità oggi, come le Zes, ma anche l'attivazione di centro per start up innovativo nella Fiera di Foggia, che abbiamo chiamato Agri Food hub”. O ancora, altra opportunità, il distretto turistico del Gargano: tutte progettualità di cui si sta discutendo con la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed Invitalia, nell’ambito del CIS che dovrebbe entro la fine dell’anno siglato in Prefettura.

E ancora, i ritardi del Patto per la Puglia, che “devono trasformarsi in investimenti reali”. “E’ il momento non solo di unirsi ma di unirsi in un patto istituzionale della Capitanata in cui enti pubbljci e partenariato socio economico si uniscano veramente”. “Questo è il ruolo che dovrà avere la Camera di Commercio. Non dobbiamo spaventarci di usare la parola politica e di considerarci un soggetto che ha un ruolo politico nel panorama politico di questo territorio”.

Senza tralasciare, ovviamente, i servizi specifici alle imprese. Allo stato sono 48 i comuni che utilizzano il Suap telematico dell’ente. telematico. C'è poi il tema della internazionalizzazione e quello della valorizzazione immobiliare, da cui è possibile incamerare risorse (ancora ferma la vendita della ex sede di via Dante). In ultimo il miglioramento organizzativo, con il completamento dei ruoli dirigenziali e l’auspicio dello sblocco del turn over.

Porreca, infine, ha voluto rimarcare un aspetto cruciale: la legittimazione istituzionale degli attori in campo. “Io difenderò sempre il sistema della rappresentanza, nei principi e nelle funzioni. In questo territorio uno sviluppo è ancora possibile”.

In consiglio, tra gli altri, è entrato anche Gianni Rotice, presidente uscente degli Industriali di Capitanata. Anche per lui il prosieguo si deve basare su “legalità e meritocrazia”. “Ci siamo dimenticati del rating di legalità: dobbiamo trovare un sistema per premiare aziende virtuose, perché  l’illegalità diffusa le rende non competitive”. E sullo sviluppo. “Non vogliamo fare più sconti a nessuno” ha detto nel suo intervento, invitando a “chiamare la politica in questa casa, anche organizzando incontri mensili, per fare il punto su cosa è stato fatto rispetto a ciò che abbiamo sempre detto e chiesto: quando vedremo la prima opera realizzata sarà il giorno più bello “ ha ironizzato. “Non siamo in discesa, siamo ancora in pianura”.

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