Buco da mezzo milione nelle casse di Ataf: non incassati i soldi dei parcometri

Il soggetto che si occupa attualmente di questa mansione per conto di Ataf è la foggiana Protect srl. L'azienda vanterebbe quindi un credito di 500mila euro

Il parcometro

Tira una brutta aria in Ataf. Mentre i lavoratori devono fare i conti con la mancata restituzione (ancora) di 300mila euro (denaro prelevato dai loro stipendi quale sacrificio per far fronte alle esigenze dell'azienda), nei conti di via Motta della Regina mancherebbe all'appello oltre mezzo milione di euro. Una somma ingente, capace di compromettere seriamente i bilanci e quel piano di risanamento industriale da 18milioni di euro a cui l'ex municipalizzata è sottoposta da fine 2012 (confermato con nuovo accordo nel 2016). Tanto più se si guarda alla natura del buco, legato alla mancata corresponsione dei proventi della sosta tariffata, i cui ricavi costituiscono uno dei pilastri su cui poggia il piano industriale. Una posta vitale, insomma.

Le precisazioni della Protect

E tuttavia quel denaro l'azienda foggiana di trasporto urbano non se lo vedrebbe corrispondere da molti mesi, tanto da accumulare un credito nei confronti della ditta che si occupa dello svuotamento dei parcometri che supera il mezzo milione di euro. Una bruttissima gatta da pelare per il nuovo presidente di Ataf, Stefano Torraco, succeduto da qualche settimana al dimissionario Raffaele Ferrantino.

Il soggetto che si occupa attualmente di questa mansione per conto di Ataf è la foggiana Protect srl. Il contratto è stato sottoscritto a maggio 2016, ha durata triennale e riguarda lo svuotamento dei parcometri, il conteggio e l'imballaggio delle monete, e l'accreditamento in favore dell'Ataf nel giro di 72 ore. Una tempistica che non solo non sarebbe mai stata rispettata, ma gli accreditamenti a singhiozzo sarebbero stati nel tempo di somma inferiore rispetto ai proventi della sosta che Protect ritirava, fino a farle cumulare un debito nei confronti di Ataf che, secondo fonti certe, sfiorerebbe i 600mila euro. Della situazione (e del credito che andava maturando), va da sé, sono pienamente a conoscenza gli organi amministrativi dell'azienda, ma solo negli ultimi tempi, da quel che è dato sapere, sarebbero state intraprese azioni di recupero. Non si capisce, invece, quanto ne sia a conoscenza il Comune di Foggia, che è socio unico di Ataf e che sull'azienda esercita il controllo attraverso il collegio dei revisori e il meccanismo del controllo analogo. 

In origine dello svuotamento dei parcometri si occupava un'altra azienda, la Kmg, e Ataf riusciva a controllare ogni singola colonnina attraverso un sistema di telecontrollo che consentiva di conoscere in tempo reale il numero dei ticket emessi, gli importi incassati dal singolo parcometro e quanto la ditta incaricata dello svuotamento era tenuta a versare all'Ataf (nel giro di una settimana). Così facendo si riusciva ad avere un monitoraggio costante dei proventi della sosta, stante anche la crucialità di quella posta per la sopravvivenza dell'azienda. Il sistema, però, ha funzionato solo per qualche anno.

Poi, nonostante i benefici a fronte di una spesa di 15mila euro annuali, è stato dismesso. Forme di telegestione non sono più state attivate nonostante il Consiglio comunale, attraverso l'emendamento al regolamento nel maggio 2016, si sia espresso favorevolmente sul punto facendolo inserire nel documento.

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