In fumo un mq di suolo ogni 5 secondi e "il Comune di Foggia autorizza altre colate di cemento": il progetto Deandra Uno

La denuncia dell'Arci Foggia. Aperta la procedura di VAS per la realizzazione di un accordo di programma denominato Lifestyle Borgo Incoronata che consumerà 30 ettari di suolo agricolo

Una tavola del progetto Lifestyle

"Il suolo è una risorsa limitata i cui tempi di formazione sono generalmente molto lunghi ma che può essere distrutto fisicamente in tempi molto brevi o alterato chimicamente e biologicamente, nonostante la sua resilienza, sino alla perdita delle proprie funzioni. Il suolo costituisce la base della produzione di cibo, foraggio, carburante e fibre. La principale causa di degrado del suolo in Europa è l'impermeabilizzazione, in quanto comporta un rischio accresciuto di inondazioni, contribuisce ai cambiamenti climatici, minaccia la biodiversità, provoca la perdita di terreni agricoli fertili e aree naturali e seminaturali, contribuisce alla progressiva e sistematica distruzione del paesaggio, soprattutto rurale" esordisce così l'Arci Foggia sul tema, ricordando che "i dati sul 2017 evidenziano ancora la criticità del consumo di suolo nelle zone periurbane e urbane a bassa densità, in cui si rileva un continuo e significativo incremento delle superfici artificiali, con un aumento della densità del costruito a scapito delle aree agricole e naturali".

"I dati confermano l’avanzare di fenomeni quali la diffusione, la dispersione, la decentralizzazione urbana da un lato e la densificazione di aree urbane dall’altro - scrive il presidente, Soldo-. Tali processi riguardano soprattutto le aree costiere mediterranee e le aree di pianura, mentre al contempo, soprattutto in aree marginali, si assiste all’abbandono delle terre e alla frammentazione delle aree naturali".

"I dati dell’ISPRA riferiscono che In Puglia in un anno, tra il 2015 e il 2016 sono andati in fumo 414 ettari di suolo, essenzialmente 1 m2 ogni 5 secondi e la percentuale di consumo aggiornata al 2016 è tra l’8 e il 10%, leggermente superiore alla media nazionale che si attesta al 7,6% e al secondo posto fra le regioni del Sud Italia. Si passa dai 29.312 ettari di suolo consumato a Foggia (4,20%) ai 39.908 di Lecce (14,46%), passando per Taranto (9,57%) con 23.358 ettari. Insomma il 67% di terreni agricoli e naturali è stato trasformato in edificabile ed ogni 4 anni il consumo di suolo è pari all’estensione di una città come Bari. Nella Provincia di Foggia è in aumento il consumo di suolo, infatti nel 2016 ogni abitante ha consumato 464 metri quadrati".

"La terra frana e si consuma anche a causa dell’abbandono delle aree rurali  per fattori diversi, a cui si aggiungono fenomeni meteorologici sempre più intensi, concentrati in poche ore e su aree circoscritte, con alluvioni e danni anche in aree non eccessivamente antropizzate e si è convinti che  ogni volta che trasformiamo uno spazio, si crei ricchezza, ma non è così, perché la ricchezza è anche immateriale. I boschi, le gravine e la natura rappresentano una domanda di territorio, perché sono necessari per gli interessi comunitari. E intanto il Comune di Foggia ha aperto la procedura di VAS per la realizzazione di un accordo di programma denominato Lifestyle Borgo Incoronata che consumerà 30 ettari di suolo agricolo per la realizzazione di un centro polifunzionale Integrato . Insomma una ulteriore colata di cemento poca distanza dal Centro Commerciale GrandApulia che svolge la stessa funzione. La società DEANDRA 1, che ha già acquistato 30 ettari di terreno agricolo, dovrà costruire i negozi vari (mq. 15.703), multisale ( mq.8.465), un ipermercato (mq. 3.350), un ristoranti (2.639) ed altre costruzioni. Così Foggia potrà continuare a consumare suolo.

Bisogna che i nostri rappresentanti istituzionali lavorino per il riconoscimento   al suolo lo status di “bene comune”, come l’aria e l’acqua. Sull’acqua, la Puglia da un lato è assetata, dall’altro la disperde, perché non ha strutture adeguate a raccogliere l’acqua piovana. La pioggia smotta i terreni che senza alberi non trattengono più l’acqua, accelerando il processo di desertificazione, mentre la forte cementificazione fa perdere ingenti quantità di acqua in mare, perché non viene più trattenuta dalla terra e non va così a rimpinguare le falde acquifere. Bisogna che si lavori ad eliminare la grave impasse del progetto di legge nazionale contro il consumo di suolo, da tre anni rimpallato dalle commissioni delle due Camere e impantanato al Senato".

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