I giovani foggiani snobbano gli ‘Antichi Mestieri’. Moffa. “Sconfiggete la rassegnazione”

L’assessore alle Politiche Giovanili, Eugenia Moffa, rivolge un appello ai ragazzi chiedendo di presentare domanda per la partecipazione al progetto. Finora in 50 su 300 posti disponibili

Eugenia Moffa

Sono stati riaperti (sino a venerdì 20 febbraio) i termini per la presentazione delle domande di partecipazione al progetto “Antichi Mestieri”, varato dall’assessorato comunale alle Politiche Giovanili. “La decisione è dipesa dalla scarsa adesione da parte dei ragazzi ai quali il nostro progetto è rivolto – spiega l’assessore comunale alle Politiche Giovanili, Eugenia Moffa –. Rispetto ai 300 posti disponibili le richieste di partecipazione da parte dei ragazzi sono state infatti soltanto 50, a fronte delle circa 50 risposte alla manifestazione di interesse da parte dei docenti/tutor. Questa proroga deriva dunque dalla nostra ferma convinzione che quella messa in campo dall’Amministrazione comunale sia un’iniziativa che può offrire un’opportunità alle nostre giovani generazioni e può contribuire alla costruzione di un percorso occupazionale fondato sulla valorizzazione delle nostre radici e delle nostre tradizioni».

Il progetto ‘Antichi Mestieri’ è rivolto ai disoccupati e a chi è in cerca di prima occupazione (in particolare i ragazzi nati dopo il 1982 in possesso della licenza media o di un diploma di scuola superiore, oltre che di una minima esperienza pratica o acquisita tramite percorsi, stage formativi, apprendistato) e punta a favorire lo “start-up” di nuove imprese artigiane e commerciali, anche attraverso l’ausilio di tecnologie digitali. L’obiettivo è quello di salvaguardare e valorizzare, in particolare, i mestieri tradizionali a rischio di estinzione, ma portatori di elevati gradi di professionalità, con riferimento all’alta qualità dei manufatti; favorire lo sviluppo delle cosiddette  “produzioni di nicchia”, dirette ad un mercato selezionato; stimolare il ricambio generazionale, anche attraverso l’utilizzo e il trasferimento delle competenze maturate dagli artigiani nel corso della propria esperienza professionale e l’apprendimento di attività creative tradizionali; offrire l’opportunità di avviare microimprese artigiane e commerciali.

Sono in tutto 15 in tutto gli ambiti individuati per le azioni formative: composizioni floreali tra tradizione e innovazione; panificatori e pastai della tradizione; accompagnamento al mestiere di fabbro; arte del restauro e del falegname; pasticceria, gelateria e cioccolateria; cucito, taglio e tessitura per lavorare dal cuoio ai filati; coltivazione dell’orto e raccolta delle erbe; bigiotteria artigianale e oreficeria artistica; lavorazione della creta e della cera; pittura a olio, su vetro e decorazione artistica; cesti e impagliature sedie; teatro di strada e in vernacolo; musicanti e strumenti musicali; bibliotecario ed archivista; fabbricante di carta e rilegatura di antichi libri. Per ciascun percorso formativo saranno ammessi 20 partecipanti, per un totale di 300 unità.

“L’appello che rivolgo ai ragazzi della nostra città è quello a sconfiggere la rassegnazione, provando a scommettere sui propri talenti e in una qualche misura, visto il “taglio” e la finalità del progetto, sulla storia di Foggia. Un appello a partecipare a questa iniziativa, il cui valore mi pare sia stato colto in modo pieno dalle associazioni di categoria e da tutti i soggetti che si sono candidati a coordinare e guidare i corsi, che vuole essere un incentivo a mettere in moto un processo innovativo, utile ad innescare dinamiche virtuose, ad aprire nuovi spazi di mercato e a favorire anche la creazione di nuova occupazione” conclude l’assessore comunale alle Politiche Giovanili –.

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