Aipa: la Procura della Corte dei conti chiede al Comune la restituzione di 2,8 milioni

È stato notificato ad esponenti del precedente governo cittadino, l’amministrazione Mongelli e al dirigente che ha formulato i pareri legge

Comune di FOggia

La Procura regionale della Corte dei Conti, sezione Puglia, ha messo in mora la precedente amministrazione di Foggia, quella targata Gianni Mongelli, relativamente ad un fascicolo aperto dalla Guardia di Finanza in ordine a “presunte indebite riscossioni di somme da parte della società Aipa”, con intimazione alla restituzione di 2,8 milioni di euro.

L’atto di costituzione è datato 20 dicembre, acquisito al protocollo generale del Comune di Foggia il 21 dicembre ed è stato notificato ad esponenti del precedente governo cittadino e al dirigente che ha formulato i pareri legge. Il provvedimento afferisce alla deliberazione di Consiglio comunale n.150 del 22 maggio 2013, relativa al rendiconto di gestione 2012, nella parte riferita alle somme riconosciute ad Aipa a titolo di aggio per la riscossione dell’Imu.

Un tema che è stato oggetto nel tempo tanto di diatribe politiche e di esposti (promossi dal consigliere FDI Giuseppe Mainiero contro un presunto “indebito trattenimento da parte di Aipa dell’aggio relativo ad una tassa, l’IMU appunto, che i cittadini pagano con F24 piuttosto che con intermediazione del concessionario”) quanto di atti e provvedimenti giudiziari con accusa di peculato nei confronti di Aipa (che si vide sequestrate e poi dissequestrare beni per 9 milioni di euro) e del Comune di Foggia: sei gli avvisi di garanzia che raggiunsero nel 2016 il sindaco attuale, Franco Landella, segretario generale, dirigenti e presidente Aipa.

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Oggi si muove la Procura della Corte dei Conti, che chiede la restituzione di 2.813.665,48 euro. Gli ex amministratori raggiunti  dal provvedimento di messa in mora dovranno produrre memorie entro trenta giorni. 60 alla Procura per le controdeduzioni. Lì il bivio: archiviazione o rinvio a giudizio.

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