VIDEO | Uomini maltrattanti si raccontano: la violenza di genere da un’altra prospettiva

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La violenza di genere raccontata dagli uomini maltrattanti: un importante cambio di prospettiva per affrontare un tema importante e attuale. Testimonianze di uomini che alla violenza agita hanno voltato le spalle (o lo stanno facendo) grazie ad un progetto di consapevolezza, ascolto e riabilitazione. A parlarne, a Foggia, è Alessandra Pauncz, autrice del volume “Da uomo a uomo. Uomini maltrattanti raccontano la violenza”. Psicologa, fondatrice a Firenze del primo Centro di ascolto per uomini maltrattanti, Direttrice Esecutiva dell’Associazione Europea WWP (Work With Perpetrators) e Presidente di Relive, la rete nazionale dei Centri che lavorano con gli autori di violenza, Pauncz è giunta a Foggia ospite dell’associazione Impegno Donna, che da tempo ha attivato il Servizio “Uomini oltre la violenza, gruppi psicoeducativi per il cambiamento”, grazie al sostegno della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e con la collaborazione del CSV Foggia e della Fondazione Apulia Felix. “L’argomento è quanto mai attuale – spiegano gli organizzatori - perché lavorare con gli autori di violenza non significa soltanto interrompere il ciclo del maltrattamento, ma garantire una maggiore sicurezza a donne e bambini sui quali è già stata agita violenza o sui quali potrebbe essere agita nel tempo, in un’ottica di prevenzione primaria, secondaria e terziaria”.

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Commenti (3)

  • Ascoltare ex,mariti,padri,compagni umiliati nelle mura domestiche dalle donne che poi fanno le vittime nelle varie sedi competenti No?
    Chissa quante verita nascoste vengon fuori e non ascoltate......

  • La violenza è violenza: senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. La nostra Costituzione dovrebbe rimuovere le disparità, anche quando la logica vorrebbe che non ce ne siano. E' difficile pensare che possa esistere violenza di genere, anche dall'altra parte, perché sempre abituati a vedere le donne come la "parte offesa", quella debole ed indifesa. Ma il più delle volte non è così. Ci sono tipi diversi di violenza, non solo quella fisica, ma anche e soprattutto quella psicologica che, alla lunga, è la peggiore, perché rappresenta la gabbia dalla quale è più difficile uscirne! Ben vengano queste iniziative, poste in atto per far conoscere l'esistenza di un dramma che cova così sotto la cenere da essere sconosciuto ai più.

    • Tuttavia, c'è da aggiungere che non è che "raccontandosi" eliminino il male che hanno fatto! Né tanto meno penso che ciò sia sufficiente a far sì che non lo ripetino!

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