Truffa nel Foggiano, intascavano i soldi dei bambini malati oncologici. L'associazione: "Allontanate le pecore nere"

Parla il presidente della no-profit coinvolta (a sua insaputa): "Non dormo da giorni". Due volontari dell'associazione sono stati denunciati e ora la sua ARICOMS - attiva da oltre 10 anni - viene definita come "non riconosciuta"

Immagine di repertorio

Chiedevano soldi per bambini malati oncologici per conto di un'associazione, salvo poi intascare i proventi della generosità di quanti incontravano città dopo città. Fino a quando non sono stati scoperti dai carabinieri, che ha smascherato e denunciato una coppia di napoletani in trasferta a Panni, sui Monti Dauni. Dopo i controlli ai due veniva consegnato foglio di via e sequestrata la somma di 200 euro, ritenuta provento della raccolta fondi.

Come riporta NapoliToday.it, l'associazione in questione è l'ARICOMS (Associazione Regionale Infanzia Cronica Oncologica Minorile e Sociale). L'associazione opera da tempo, da oltre 10 anni, nel campo, ed è effettivamente riconosciuta tra le no-profit abilitate alla raccolta fondi non a scopo di lucro. Il Presidente dell'associazione Fabio De Giorgio ha raccontato l'episodio foggiano: "Sento l'obbligo di dire, a quanti nel corso degli anni hanno voluto aiutare l'associazione e quindi tutti i nostri assistiti, che i due soggetti in questione sono stati allontanati", spiega De Giorgio.

Intascavano le donazioni per i piccoli malati oncologici

"I fatti sono nati qualche giorno prima in provincia di Potenza. Uno dei due che risulterà poi denunciato a Foggia era anche lì, e chiedeva donazioni - non seguendo la nostra prassi - nominando l'Ospedale San Carlo di Potenza. Noi non lavoriamo per l'ospedale potentino, questo lo voglio dire. La cosa ha chiaramente insospettito i carabinieri lucani, che hanno denunciato la persona". Il soggetto in questione si sposta poi a Foggia, seguendo le orme di alcuni volontari autorizzati ARICOMS. "Noi mandiamo pec agli organi competenti per segnalare la presenza sul territorio di nostri volontari. Nel caso specifico, ai comuni foggiani in questione non avevamo segnalato il nome dei due soggetti poi denunciati perché, dopo l'episodio potentino, i due non dovevano recarsi nel foggiano con i colleghi ma fare rientro".

Qui nasce il primo equivoco: le due persone denunciate non dovevano essere lì per l'associazione. "I carabinieri hanno visto le denunce precedenti e hanno formalizzato nuova denuncia e foglio di via", aggiunge De Giorgio. "Questo lo capisco anche. E infatti i due sono stati allontanati dalla nostra associazione. Ma fa male sentire che la nostra è una no-profit non riconosciuta. Ho tutte le attestazione, l'intera documentazione, siamo in regola su tutto". Da anni Aricoms assiste piccoli pazienti oncologici e le loro famiglie. 

A loro si rivolgono fasce indigenti della popolazione partenopea, che possono chiedere servizi di assistenza socio-infermieristica, accompagnamento, ma anche donazioni di beni di prima necessità, mobili. De Giorgio non dorme "da tre giorni. Sono dispiaciuto, per colpa di una pecora nera sto vivendo brutti momenti". "Non è difficile riconoscere un'associazione fasulla", spiega De Giorgio. "Solitamente hanno un blocchetto non numerato, spesso in bianco e nero. La matrice numerata costa, e di solito chi compie questa truffa ha rubato o fotocopiato un vecchio blocchetto oppure falsificato le pettorine". 

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