Offerta di lavoro si trasforma in un incubo: era una truffa, foggiani raggirati da firme e dati fasulli

È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza di Gorizia nell'operazione "Discovery Fly". Quattro le persone indagate per truffa. Secondo gli investigatori i quattro offrivano lavoro come broker, ma un contratto truccato impegnava le vittime ad acquistare pacchetti vacanze da 2mila euro destinati alla vendita porta a porta

Promettevano un lavoro come intermediari, ma impegnavano i ragazzi ad acquistare a loro insaputa dei pacchetti vacanze per un valore di circa 2mila euro, destinati alla vendita porta a porta. 

È questa la disavventura capitata a diversi ragazzi, molti dei quali piuttosto giovani e alla prima esperienza lavorativa, vittime di un raggiro replicatosi in diverse province della Penisola, compresa quella di Foggia. Tutto ciò è emerso nell'ambito dell'operazione "Discover Fly", condotta dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Gorizia. 

Come riporta Triesteprima, i militari hanno effettuato perquisizioni e sequestri nei confronti di quattro persone, indagate per truffa. Secondo le ricostruzioni, i giovani venivano agganciati attraverso la pubblicazione di annunci sui vari siti internet (subito.it o kijiji.it). 

In seguito a una denuncia presentata lo scorso aprile da una ragazza di Gorizia, vittima del raggiro, i militari hanno potuto appurare come i giovani in cerca di occupazione venissero attirati dalla proposta di lavoro come consulente turistico, pubblicata su internet da una società a responsabilità limitata con capitale minimo e sede a Marcon (Ve), ma presente su tutto il territorio nazionale con una rete di oltre 80 agenzie viaggi in franchising, tutte affiliate alla società madre che manifestava quale oggetto delle propria attività il brokeraggio, ovvero l’intermediazione, di pacchetti vacanze prodotti da operatori turistici.

I ragazzi rispondevano all'annuncio fornendo i propri dati, dopo di che venivano invitati a svolgere un primo colloquio presso una delle agenzie viaggi affiliate, per poi partecipare a un corso di formazione consistente in una videochiamata di qualche minuto. Il lavoro proposto consisteva nella vendita "porta a porta" di pacchetti vacanze denominati "Discovery Fly" del valore di 2200 euro, con la promessa di ricevere provvigioni di 300 euro per ogni pacchetto venduto. 

Le indagini hanno consentito di appurare che ai giovani candidati non fosse stato spiegato - oppure era stato solo accennato in maniera poco trasparente - che una volta assunti avrebbero dovuto acquistare un pacchetto "Discovery Fly" a un prezzo scontato, da corrispondere attraverso una finanziaria. Le vittime non possedevano copie di questi contratti oltre a non esserne a conoscenza. Inoltre, gli stessi contratti riportavano in calce firme apocrife e dati non veritieri. 

Con questo metodo, i quattro indagati intascavano sul proprio conto la somma erogata dalle finanziarie facendo però pagare le rate del prestito alle vittime inconsapevoli. Le indagini hanno portato ad ascoltare diverse persone su tutto il territorio nazionale (Gorizia, Udine, Treviso, Varese, Taranto, Venezia, Padova, Ragusa e Foggia) le quali, una volta compreso il raggiro, hanno sporto denuncia. 

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