Nuova grana per Cavalieri, stangata dell'Anac sul trasporto scolastico di Troia: "Gara non conforme"

Sulle modalità seguite per l'aggiudicazione dell'appalto arriva il parere dell'Anticorruzione. Re Manfredi: "Revocate in autotutela". M5S: "Posizione si aggrava"

comune troia

“La formula per l’attribuzione del punteggio al prezzo utilizzata dalla stazione appaltante nella gara “de qua” non è conforme alla normativa di settore”. E’ il parere dell’Autorità Anticorruzione sulla gara per il trasporto scolastico a Troia rispetto alla quale pende una richiesta di rinvio a giudizio della pm Francesca Romana Pirelli per il sindaco, Leonardo Cavalieri, e per il responsabile pro tempore dell’Ufficio tecnico all’epoca dei fatti, ing. Ciro Gaudiano, in ordine alla formula applicata per la valutazione delle offerte economiche e sul presunto effetto distorsivo nella corretta formulazione della graduatoria finale. La richiesta è ancora al vaglio del Gup, che deciderà il prossimo 10 luglio. Nel frattempo, su sollecitazione del  Consorzio Cooperativo Sociale Re Manfredi srl, che perse l’appalto vinto da Metaurobus, ieri si è espressa l’Anac con la formula di cui sopra, che, secondo l’avv. Nicola Zingrillo, legale del Consorzio, andrebbe a rinforzare la posizione del suo assistito. Motivo per cui è stata immediata la richiesta all’amministrazione affinchè “adotti ogni provvedimento di autotutela attraverso l’annullamento e/o la revoca del provvedimento di aggiudicazione a Metaurobus”.

I fatti si riferiscono al periodo di tempo che va dal 31 marzo 2015 al 14 febbraio 2016 e riguardano la gara d'appalto del servizio di trasporto scolastico e urbano del Comune di Troia, dal 2006 al 2015 gestita con contratto novennale dal consorzio Re Manfredi; quindi, con nuova gara, appaltata alla società di Accadia Metaurobus. Ed è stato proprio Re Manfredi, attraverso il suo legale rappresentante, Antonio Cassa, a sporgere denuncia, lanciando pesanti accuse sulla gara e sul comportamento tenuto dal sindaco e dall'ingegnere dell'ufficio tecnico, che era a capo della commissione di gara (e che si è sempre dichiarato estraneo ai fatti).

Re Manfredi: revocare aggiudicazione in autotutela

“Già all’epoca dell’aggiudicazione contestata – spiega in una nota Zingrillo - il mio cliente, convinto che in caso di legittimo espletamento della gara ne sarebbe risultato aggiudicatario, aveva investito della questione relativa alla legittimità della clausola di bando l’ANAC che, per sue ragioni organizzative, non aveva mai espresso il proprio parere. Dopo un sollecito del mio cliente e dopo un contraddittorio con l’Ente in indirizzo e l’attuale aggiudicataria l’ANAC, con nota  del 06 06 2018 prot. N.48336, pervenuta al Comune di Troia, ha espresso con chiarezza il seguente parere: “la formula per l’attribuzione del punteggio al prezzo utilizzata dalla stazione appaltante nella gara “de qua” non è conforme alla normativa di settore. Le conclusioni cui è pervenuta l’Anac attestano con certezza l’illegittimità della gara e dell’intervenuta aggiudicazione. Tale illegittimità, al di là delle valutazioni sulla sussistenza di reati di esclusiva competenza del giudice penale, certifica l’esistenza di un danno ingiusto in capo al mio cliente, ai lavoratori che lo stesso aveva adibito al servizio ed al Comune di Troia: il mio cliente ha perso una gara che nel caso di corretto espletamento si sarebbe aggiudicata; i lavoratori che svolgevano ed avrebbero dovuto continuare a svolgere il servizio in appalto hanno perso il posto di lavoro; il Comune di Troia sta spendendo per ogni anno 55.787,19  in più di quanto avrebbe speso nel caso in cui l’appalto fosse stato aggiudicato nel rispetto della legge alla “Re Manfredi”, con un evidente danno erariale di oltre 500.000 euro per l’intera durata del contratto”, di cui oggi si chiede la revoca in autotutela. Re Manfredi, nel corso dell’udienza preliminare, ha chiesto di potersi costituire parte civile per chiedere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali conseguiti ai reati in contestazione.

M5S: "Si aggrava posizione di Cavalieri e Gaudiano"

Dura la nota dell’attivista 5 stelle Grazia Manna: “Si aggrava la posizione dei due inquisiti e probabilmente dell’intera commissione di gara per quel che concerne l’eventuale danno erariale a danno delle casse comunali pari a 500.000 mila euro" incalza la pentastellata. "Sul piano penale pesano come macigni le dichiarazioni della P.M., Francesca Romana Pirelli, di eventuali richieste ai dirigenti della Re Manfredi di dazione in denaro per un eventuale proroga dell’appalto di 3 anni “quale prezzo per eliminare l’alea connaturata alla gara di appalto di licenziare tutti i propri dipendenti per assumere altri indicati dal Sindaco di Troia“ e dulcis in fundo, “al fine di portare a termine le minacce, in concorso morale e materiale tra loro e con altri in via di identificazione, il Sindaco quale istigatore nella predisposizione del disciplinare, il Gaudiano quale presidente della commissione giudicatrice e materiale redattore insieme ad altri del testo che individuavano un criterio aritmetico illegittimo... al fine di esercitare ampio potere discrezionale nella scelta del vincitore della gara, in quanto sciolti dall’elemento imprevedibile dell’offerta economica effettuata dai concorrenti, condotta che portavano a compimento in violazione di legge e dei doveri di imparzialità e di buon andamento della P.A., aggiudicando la gara alla società #Metauro s.r.l. che aveva proposto un' offerta con ribasso dell’ 1,20“.“Il 10 luglio è alle porte, conclude: vedremo se la richiesta di rinvio a giudizio andrà in porto e qualora dovesse concretizzarsi chiederò ancora una volta un passo indietro per il bene della comunità”.

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