Trivellazioni: il "No" di Regione e Parco. FederPetroli attacca Vendola

La Comunità del Parco ha deliberato 5 punti insieme a sindaci dei Comuni interessati. Vendola scrive ai segretari dei partiti. La Rete "No Triv" ha annuncia una manifestazione in programma il 6 ottobre a Manfredonia

Trivellazioni Adriatico

Regione Puglia e Parco Nazionale del Gargano ribadiscono il “no” alla ricerca di idrocarburi nel mare Adriatico autorizzata dal ministro Clini. La rete “No Triv” ha annuncia che il 6 ottobre scenderà in piazza per manifestare il proprio dissenso a Manfredonia. “La serata – si legge – si concluderà con un mega concerto”. FederPetroli Italia ci va giù duro contro il governatore della Regione Puglia, ritenuto colpevole di favorire la crisi soltanto per essersi opposto alla ricerca di idrocarburi a largo delle Isole Tremiti

I 5 PUNTI - Riaffermare l'opposizione e il contrasto alla ricerca di idrocarburi per difendere e valorizzare il sistema ambientale e turistico sostenendo e promovendo le manifestazioni della società civile. Proporre una riforma normativa al decreto Passera e un referendum abrogativo nel quale coinvolgere tutte le Regioni italiane che si affacciano sull'Adriatico. Fare una proposta di legge al Parlamento europeo. Coinvolgere tutte le Istituzioni ed i loro rappresentanti (Comuni, Province, Regioni, Parlamento italiano ed europeo). Attivare ogni iniziativa legale contro il decreto e ogni atto successivo; trasmissione delle proposte a Province e Regioni interessate.

Sono i punti deliberati all'unanimità dalla Comunità del Parco Nazionale del Gargano in un incontro tenuto a Monte Sant'Angelo tra i rappresentanti dei Comuni interessati, per discutere delle azioni da adottare nei confronti dell'autorizzazione alle prospezioni di idrocarburi al largo delle Isole Tremiti.

STEFANO PECORELLA - Alla discussione hanno partecipato il presidente dell'ente parco, Stefano Pecorella e la Presidente della Comunità, Ersilia Nobile. "Questa battaglia di civiltà - ha detto tra l'altro Pecorella - deve essere combattuta su tutti i fronti: quello amministrativo, normativo e di protesta popolare di piazza. E' indubbio che rispetto ad aprile 2011 la situazione si è ulteriormente aggravata e perciò, all'impegno della società civile, dobbiamo assolutamente trovare un antidoto burocratico che garantisca l'allontanamento definitivo di questo rischio trivellazioni. Pertanto, ritengo che questa battaglia debba essere allargata a tutte le Regioni e le Nazioni che si affacciano sull'Adriatico perché un incidente a Venezia o in Croazia macchierebbe indelebilmente anche il nostro territorio".

Il prossimo appuntamento contro le prospezioni petrolifere promosso dai Comuni in collaborazione col Parco nazionale del Gargano è fissato per il 6 settembre prossimo nella cittadina molisana di Termoli.

Anche la Regione Puglia non ci e nella persona del presidente, Nichi Vendola, ha inviato una lettera ai segretari dei partiti che hanno rappresentanza parlamentare nel territorio pugliese: Angelino Alfano, Pierluigi Bersani, Pier Ferdinando Casini, Antonio Di Pietro e Gianfranco Fini alla quale finora ha risposto positivamente soltanto il leader dell’Idv.

LA PETIZIONE: "NO TRIVELLE"

NICHI VENDOLA - "Gentili Onorevoli, mi rivolgo a voi a nome di tutti i pugliesi per esprimervi un desiderio che - spiega Vendola nella lettera - è comune a tutte le forze politiche e a tutti i cittadini della mia regione: noi non vogliamo che il nostro mare venga oltraggiato dalla presenza opaca e inquinante di interessi legati alle lobbies del petrolio, noi non vogliamo né oggi le prospezioni geofisiche sui fondali adriatici né domani le trivelle con il loro impatto devastante". Vendola spiega tra l'altro che "le Isole Tremiti sono una gemma del nostro Mediterraneo" e chiede "di assecondare una iniziativa parlamentare che inibisca e fermi la catena delle autorizzazioni alla ricerca di un greggio che noi non desideriamo e che consideriamo una minaccia". "Il petrolio proprio no, è una tentazione volgare - aggiunge tra l'altro Vendola - di chi pensa che la natura sia solo una immensa discarica o una miniera da cui estrarre ricchezza con svagata irresponsabilità. Occorre che questo nostro desiderio, in cui si riconosce l'intera società pugliese, e che è scientificamente ed economicamente fondato e argomentato, possa varcare la soglia della massima assemblea legislativa". "Noi - conclude - non siamo affetti dalla sindrome del 'non nel mio giardino': vorremmo semplicemente trasferire alle future generazioni l'azzurro e il verde del nostro mare, la straordinaria ricchezza dei nostri eco-sistemi, l'incanto di un'isola che oggi è un'oasi di pace e ci chiede solo rispetto e amore".

REGIONE PUGLIA - Ieri intanto il Consiglio regionale della Puglia ha approvato all'unanimità un ordine del giorno con il quale si dice 'no' alle prospezioni nel sottosuolo marino per salvaguardare le acque antistanti le coste pugliesi dall'estrazione di idrocarburi in mare.

L'assemblea impegna la giunta regionale "ad opporsi con ogni atto necessario alle decisioni del governo nazionale che autorizzano prospezioni nel sottosuolo marino e consentono qualsiasi attività di sfruttamento del mare e di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi in Adriatico e nello Ionio".
 

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