Polizia scopre locale interrato della droga: arrestati tre sanseveresi, uno è minorenne

I controlli della polizia sono stati effettuati in una palazzina di via Lucera a San Severo: il minorenne è stato trovato con la droga, nel locale interrato c'erano soldi, il materiale per il confezionamento e impianti di videosorveglianza

La droga sequestrata a San Severo

Il 31 maggio gli agenti del Reparto Prevenzione Crimine di Vibo Valentia, unitamente ai colleghi di San Severo, nell’ambito di un servizio finalizzato al contrasto dello spaccio di stupefacenti hanno tratto in arresto tre sanseveresi: P. F. E., classe 2000; Giuseppe Trentino classe 1978 e Berardino D'Aloia classe 1990. 

San Severo: i controlli e gli arresti 

Intorno alle 20 i poliziotti effettuavano un controllo presso una palazzina di via Lucera, precisamente in un locale interrato, dove erano stati visti uscire tre individui, che alla vista degli uomini in divisa si davano alla fuga. Il più giovane dei tre - minorenne - veniva però bloccato e trovato in possesso di circa 16 grammi di sostanza del tipo cocaina; circa 32 di hashish, 24 di eroina, un bilancino di precisione e 350 euro presumibile provento della vendita dello stupefacente.

Immediate scattavano le ricerche del Trentino, che si era rifugiato nella sua abitazione, al cui interno venivano rinvenuti e sequestrati cinque bilancini elettronici di precisione. Il D'Aloia invece si era barricato nel bagno del locale interrato, dove i poliziotti facevano irruzione dopo aver forzato una finestra in ferro. Venivano trovati 210 euro e avvolti in un fazzoletto di carta nascosto dietro un armadio in ferro, altri 1535 euro, oltre a un bilancino di precisione, un trita marijuana, tre coltelli, un paio di forbici e altro materiale atto al confezionamento delle dosi.

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All’interno e all’ingresso esterno del portone, lungo il perimetro esterno dell’edificio e sulla rampa di accesso ai box, venivano sequestrate quattro telecamere dell’impianto di videosorveglianza. Dopo le formalità di rito il Trenitno e il D'Aloia venivano sottoposti alla misura degli arresti domiciliari presso l’abitazione di residenza,  mentre per  il minorenne veniva disposto l’accompagnamento presso il Carcere Minorile di Bari.

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