Lancio di oggetti in curva, feriti due tifosi del Cerignola: "Ancora una volta il calcio ha perso"

Su Facebook il racconto del nipote di uno dei due tifosi feriti: "Il Cerignola ha perso. Per noi ha perso, ancora una volta, il calcio sport di cui siamo o forse eravamo innamorati. Mio zio sicuramente non ci chiederà più di andare allo Zaccheria"

Un derby che mancava da tanti anni avrebbe meritato un prologo, uno svolgimento e un epilogo ben diversi. Invece, i cori - che hanno seguito anche le minacce personali, come denunciato dall'Ad Pelusi - gli striscioni, passando per il lancio di fumogeni durante la partita e di sassi contro i pullman dei tifosi del Cerignola, hanno finito per colorare di vergogna un normale pomeriggio di sport. 

Ad aggravare la situazione, un brutto episodio accaduto nel settore riservato ai tifosi del Cerignola, dove sono piovuti sassi e bottiglie, lanciati dal settore occupato dai tifosi di casa, che hanno ferito - per fortuna lievemente - due persone. 

A raccontare l'episodio - con tanto di foto a documentare l'accaduto - su Facebook è un tifoso cerignolano: "Lui è mio zio, Giuseppe, tifoso del Cerignola ed ex tifoso del Foggia. Adesso vi spiego perché. Ad inizio campionato la prima cosa che ha detto a me ed ai miei cugini è stata “vedete quando giochiamo a Foggia e segnate quella data in rosso, allo 'Zaccheria' dobbiamo andare tutti insieme”.

Così durante queste lunghe settimane di attesa aumentavano i racconti del vecchio Foggia e ci ha raccontato di quando Il Foggia ha battuto l’Inter del Mago Herrera e soprattutto di Zemanlandia. Ma questa storia la conosciamo anche noi. Oggi, arriviamo ad oggi. Andiamo allo “Zaccheria”, con noi tanti e tanti tifosi del Cerignola. Bello, bellissimo. Vediamo tanti bambini e siamo felici, ancora di più. La nostra partita finisce ad inizio secondo tempo. In un attimo mi volto e vedo mio zio e mio cugino doloranti con le mani in testa. Non capisco, nessuno attorno a noi capisce. Qualcuno aveva deciso di lanciare verso di noi, i “rivali”, oggetti, cosa abbiano lanciato non lo so, ma ha colpito ed anche bene. Il secondo tempo lo abbiamo passato vicino l’ambulanza e poi al pronto soccorso. Il Cerignola ha perso. Per noi ha perso, ancora una volta, il calcio sport di cui siamo o forse eravamo innamorati. Mio zio sicuramente non ci chiederà più di andare allo “Zaccheria”. Peccato. Ho visto dopo l’episodio molti genitori scendere dalla curva con i propri figli per portarli al sicuro. Al sicuro. Anche per alcuni di loro la partita è finita in quel momento. Peccato".

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