Si stringe un cappio intorno al collo e tenta di farla finita: giovane detenuto salvato da agente penitenziario

Suicidio sventato in cella. E' accaduto all'alba, all'interno del carcere di San Severo. Annalisa Santacroce, Segretario Nazionale del Si.N.A.P.Pe: "E' una pagina di speranza che mette in luce tutta l'umanità del nostro lavoro"

Immagine di repertorio

Detenuto tenta il suicidio in cella, salvato grazie al tempestivo intervento di un agente della polizia penitenziaria. E' accaduto all'alba, all'interno del carcere di San Severo.

Erano le 05.50 quando il poliziotto penitenziario in servizio presso uno dei reparti detentivi ha udito un rumore sordo, una specie di tonfo, provenire da una camera di pernotto. Precipitatosi sul posto, gli si è parata innanzi quella scena che segna gli occhi di chi fa il difficile lavoro del poliziotto penitenziario: il tentativo di suicidio tramite impiccagione messo in atto da un giovane recluso. Dato immediatamente l'allarme, sul posto sono giunti gli altri (pochi) colleghi in servizio e insieme hanno liberato, con non poca fatica, il detenuto dal cappio che si era formato intono al collo, salvandolo da morte certa. Il detenuto è stato trasportato in ospedale per le cure del caso, ma pare sia scongiurato il pericolo di vita.

A dare notizia dell'accaduto è Annalisa Santacroce, Segretario Nazionale del Si.N.A.P.Pe, Sindacato Nazionale Autonomo di Polizia Penitenziaria, che a San Severo rappresenta la maggior parte dei poliziotti penitenziari in servizio. "E' una pagina di speranza - commenta la sindacalista - che mette in luce tutta l'umanità del nostro lavoro. I colleghi non si sono fermati a riflettere, ma hanno agito per salvare la vita ad un giovane ragazzo che in quel momento era sotto la loro tutela. A dare la misura della spontaneità del gesto vale la circostanza che uno dei poliziotti intervenuti si è procurato egli stesso una lesione, refertata dal locale pronto soccorso".

"Lungi dall'entrare nel merito delle dinamiche che hanno condotto all'amara decisione del detenuto - spiega Santacroce - quello su cui vogliamo indurre un ragionamento è il senso del dovere, che va al di là della propria incolumità fisica, che caratterizza l'operato della polizia penitenziaria, cui troppo spesso si cuce addosso il vestito del 'cattivo' nell'inesorabile gioco delle parti, ma che invece opera con spirito di abnegazione in condizioni lavorative eufemisticamente difficili".

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"Il Sindacato sta facendo la propria parte - prosegue il rappresentante del Si.N.A.P.Pe - portando al centro le carenze organiche che interessano il penitenziario sanseverese e la necessità di integrazione, ma è altresì compito del sindacato sostenere moralmente il personale intervenuto che, mentre si diffonde la notizia di questo evento (sono le ore 11 del 29 ottobre) è ancora ininterrottamente in servizio dalle ore 23.50 del 28 ottobre" "Ci attiveremo - conclude Santacroce - affinché l'Amministrazione tributi agli intervenuti riconoscimenti formali di servizio!" La Segreteria Nazionale Si.N.A.P.Pe

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