Colpo di scena sull'agguato al medico di via Vittime Civili, il 'pistolero' cambia versione: "Fu lui ad architettare tutto"

Nuova versone dell'albanese Rizvani nel corso del processo con rito abbreviato che si sta svolgendo davanti al gup Carmen Corvino sull'agguato fallito del 17 marzo scorso in via Vittime Civili, a Foggia

Polizia in via Vittime Civile

Ha cambiato versione in aula Shpetim Rizvani, il presunto killer mancato del medico foggiano dell’Asl Massimo Correra. Davanti al gup Carmen Corvino, il 24enne albanese ritenuto assieme alla madre, Haxhire Tusha, esecutore materiale dell’agguato del 27 marzo 2018 in via Vittime Civili, ha negato  di aver pattuito con Maurizio Correra un compenso di 5mila euro per uccidere il fratello; sostiene invece che fu la vittima mancata a incaricarlo di simulare l’agguato ai suoi danni in cambio di duemila euro, promettendogli altri 5mila euro se avesse lo stesso fratello Maurizio (e, pare, la ex moglie). Un incarico che l’albanese rifiutò perché “di uccidere non se la sentì”.

E’ questo il colpo di scena materializzatosi al Tribunale di Foggia nel corso del rito abbreviato del processo ‘Caino e Abele’. E’  il sesto interrogatorio dell’albanese sull’agguato del marzo 2018, al quale il medico Asl sfuggì assieme al figlio minorenne. L’accusa sostiene che fu il fratello, Maurizio Correra, foggiano già noto alle Forze dell’Ordine, ad ordinare l’omicidio. Alla base dissidi economici.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti della squadra mobile di Foggia, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Foggia, infatti, Maurizio Correra aveva pianificato l’omicidio del fratello nei minimi dettagli: innanzitutto aveva recuperato l’arma, una pistola calibro 7,65; poi aveva assoldato gli esecutori materiali di quello che, solo per un caso fortuito, è rimasto un tentativo di omicidio. Da ultimo, aveva anche redatto un manoscritto, che scaricava la responsabilità dell’accaduto sulla vittima.

Ora il dietrofront di Rizvani che capovolge i ruoli e scarica le accuse sul Correra vittima dell’agguato. Pm e legale del dottore, l’avvocato Michele Vaira, hanno contestato le difformità dell’attuale versione rispetto alle precedenti. Nei giorni seguenti è toccato a Maurizio Correra presentarsi dinanzi al gup per sostenere la sua estraneità ai fatti. La nuova udienza è fissata per l'11 giugno quando ci sarà il contraesame dell'avv. Vaira.

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