Ischitella, trovato senza vita il principale sospettato dell'agguato di via Zuppetta

Da una prima ispezione cadaverica, l’uomo - Antonio Di Paola, 37enne - si sarebbe tolto la vita con un colpo di pistola, forse la stessa utilizzata per ferire la ragazzina. E' stato trovato dai militari riverso nei campi

Si è tolto la vita il principale sospettato dell’agguato avvenuto ad Ischitella, sul Gargano, dove una ragazzina di 15 anni è stata ferita al volto con un colpo di pistola esploso a bruciapelo da un uomo, mentre raggiungeva la fermata dell’autobus che l’avrebbe portata a scuola. Il corpo senza vita dell’ex compagno della madre della ragazza, che ora lotta tra la vita e la morte in terapia intensiva agli Ospedali Riuniti di Foggia, è stato trovato dai carabinieri nelle campagne in località ‘Callone’, a pochi chilometri dal centro abitato di Ischitella. Da una prima ispezione cadaverica, l’uomo - Antonio Di Paola, 37enne del posto -  si sarebbe tolto la vita con un colpo di pistola, verosimilmente la stessa utilizzata per ferire la ragazzina.

Ischitella sotto shock per l'agguato a una 15enne: le immagini

Si indaga sulle pieghe familiari

Già questa mattina, nei confronti dell'uomo  - dopo l'attenta escussione dei testimoni e la visione delle registrazioni delle telecamere presenti in zona - era stato emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto per il tentato omicidio della giovane. A fianco del corpo è stata trovata una pistola semiautomatica calibro 22, probabilmente utilizzata dallo stesso sia contro la ragazza che, poi, verso se stesso, con ogni probabilità subito dopo il folle gesto. Le indagini balistiche, a cura del R.I.S. di Roma, cui l'arma verrà inviata, potranno fare luce sia sul suo uso che sulla sua provenienza. L'episodio, allo stato delle indagini, risulta essere la tragica ritorsione ordita dall'uomo nei confronti della madre della ragazza ferita, con cui l'uomo era stato affettivamente legato.

In passato vi erano stati già dei violenti litigi, a seguito dei quali la donna aveva deciso di lasciare l'uomo, nei cui confronti i carabinieri del posto erano intervenuti con mirate perquisizioni personali e domiciliari, concluse però con esito negativo. In un caso, nel 2016, erano arrivati al suo deferimento per porto illegale di un coltello a serramanico, trovatogli in una tasca dei pantaloni. Per tale motivo la Procura della Repubblica, nel provvedimento emesso, aveva evidenziato l'aggravante della premeditazione, oltre che il movente "alla base dell'agghiacciante condotta: Di Paola non ha accettato la volontà manifestata dalla ex compagna di porre fine alla loro relazione sentimentale e, con folle lucidità, ha deciso di vendicarsi nei suoi confronti, tentando di uccidere la figlia".

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