Detenuto si toglie la vita nel carcere di Lucera. L'allarme del Cosp: "Troppe vittime nelle carceri pugliesi"

L’episodio è avvenuto nel reparto di osservazione del penitenziario lucerino, lo scorso 9 ottobre, durante un giro di ispezione degli agenti penitenziari

Immagine di repertorio

Nei 260 penitenziari italiani ci sarebbero circa 8.600 detenti in piu' a fronte di una capienza massima che non supera i 50mila posti letto. La Regione Puglia  in termini di sovraffollamento carcerario sembra sfidare l'intero territorio nazionale con oltre 4mila detenuti rispetto ad una capacità di 2 mila 400 posti letto. 

Ciò che preoccupa sono gli ultimi episodi verificatisi nelle ultime 48 ore. Tra questi, il suicidio di un detenuto nel carcere di Lucera, in provincia di Foggia. Si tratta di un 41enne che scelto di togliersi la vita utilizzando una corda rudimentale. L’episodio è avvenuto nella cella numero 9 del reparto di osservazione del penitenziario di Lucera  intorno alle 21.30 del 9 ottobre scorso durante un giro di ispezione degli agenti penitenziari in servizio. Vano l’intervento dei sanitari del 118. Il detenuto era italiano ma nato in Germania e stava scontando una condanna per reati contro il patrimonio.   

Un episodio che fa il paio con un altro tentativo di suicidio,  messo in atto nella sezione femminile del carcere di Lecce, da parte di una detenuta che ha tentato di togliersi la vita  strangolandosi in cella. La donna è stata salvata grazie al tempestivo intervento degli agenti. Infine a Bari, con un altro tentativo di suicidio sventato dalla polizia penitenziaria. Un bilancio che lascia amarezza e perplessità in un quadro sempre più drammatico.

La polizia penitenziaria il cui organico è ormai allo stremo paga il prezzo più alto in termini di carichi di lavoro “dovuti – come spiega il segretario nazionale del Co.s.p. Domenico Mastrulli – all’incremento dei servizi di   controllo delle postazioni in rapporto all’elevato numero di reclusi da sorvegliare per garantire la sicurezza di tutti”. Si aggrava il fenomeno del sovraffollamento, aumenta il numero dei reclusi con punte massime di 150 detenuti per singolo reparto, affidati ai controlli di un misero drappello di uomini, non più di una quindicina di agenti di polizia penitenziaria che dovrebbero garantire la sicurezza all’interno delle case circondariali  che ospitano dai 500 ai 1000 detenuti.

Il Coordinamento sindacale penitenziario chiede ancora una volta l'intervento del ministro della giustizia oltre ad una maggiore attenzione alla qualità della vita dei lavoratori del settore penitenziario.  Il sindacato in una nota inviata al sottosegretario alla Giustizia, l’on. Jacopo Morrone, sollecita interventi immediti chiedendo al  capo dipartimento della giustizia minorile la richiesta di assistenti sociali presso gli uffici di esecuzione penale esterni di Foggia, anch’essi in  situazione di sofferenza organica.

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