Sportelli sociali, la Curia nega gli spazi a 'soggetti terzi'. Dietrofront del Comune: "Nessuna associazione coinvolta, fondi alle parrocchie"

Netta chiusura di Mons. Pelvi sull'uso degli spazi e locali parrocchiali: "Hanno finalità esclusivamente pastorali". Il segretario generale del Comune corregge il tiro: "Servizio non più destinato alle associazioni dopo la revoca della determinazione dirigenziale"

Mons. Pelvi

Nessuna concessione a soggetti terzi, nessun legame tra strutture parrocchiali e associazioni. È chiara e netta la chiusura della Diocesi di Foggia-Bovino, in merito agli sportelli sociali all’interno delle sedi parrocchiali.

A precisarlo è proprio l’arcivescovo di Foggia-Bovino Mons. Pelvi in una lettera inviata al segretario generale del Comune di Foggia Maurizio Guadagno, in risposta a una Pec inviata due giorni fa, nella quale si chiedeva la disponibilità della Curia ad attivare sportelli sociali all’interno delle parrocchie cittadine. “I locali e le strutture parrocchiali hanno finalità esclusivamente pastorali e il loro utilizzo è vincolato sia dalle disposizioni del Codice di Diritto Canonico che dalla vigente normativa giuridico-amministrativa della Conferenza Episcopale Italiana, a cui ogni Diocesi deve scrupolosamente attenersi. A tal proposito, non è consentito in alcun modo concedere l’uso di spazi e locali parrocchiali a soggetti terzi”.

Com’è ormai noto, i fatti sono collegati alle determine del Piano Sociale di Zona affidate, lo scorso 24 maggio (due giorni prima delle elezioni), a quattro associazioni di promozione sociale, per un importo complessivo di 80mila euro (20mila cadauna). Le assegnazioni furono oggetto di polemiche per le numerose anomalie riscontrate e denunciate in una conferenza stampa congiunta dal candidato sindaco del centrosinistra Pippo Cavaliere, Giuseppe Pertosa e Giuseppe Mainiero, tanto da indurre il sindaco Landella a revocare le determine “per evitare strumentalizzazioni”.

La questione si è dunque riaperta con la pec di Guadagno che si è però scontrato con la totale indisponibilità da parte della Curia: “Nelle parrocchie site nel Comune di Foggia sono già attivi e funzionali i ‘centri di ascolto Caritas’ affidati a qualificati e competenti volontari – si legge nella replica dell’Arcivescovo –. I nostri centri parrocchiali e diocesano rispondono, quotidianamente e gratuitamente, con immediati interventi concreti alle esigenze di famiglie e soggetti fragili e alle svariate carenze sociali. Essi sono la ‘prima linea’ della solidarietà ecclesiale per italiani e stranieri”.

LA CONTROREPLICA – Non si è fatta attendere la (contro) risposta del segretario generale del Comune: “Come si può evincere dal bando l’Amministrazione comunale non intende richiedere la disponibilità di locali parrocchiali in favore di soggetti terzi. La manifestazione di interesse, del tutto identica a quella andata deserta nei mesi scorsi, è rivolta esclusivamente alle parrocchie, che sarebbero direttamente destinatarie tanto del finanziamento, previsto all’interno del Piano Sociale di Zona, sia del servizio.

La possibilità che questo servizio sperimentale potesse essere gestito da Associazioni di Promozione Sociale – presa in considerazione dal Comune dopo l’assenza di risposte da parte delle parrocchie alla prima manifestazione di interesse, oggi riproposta - è stata infatti superata dalla revoca della determinazione dirigenziale e dalla conseguente riproposizione del bando originale, come detto, rivolto esclusivamente alle parrocchie”. 

“Naturalmente è del tutto legittimo – aggiunge Guadagno – che la Diocesi non consideri positivamente questa misura (che vuole essere un contributo ulteriore all’importante lavoro già svolto quotidianamente nel contrasto alle povertà) e che non desideri in alcun modo partecipare a questa progettualità proposta in via sperimentale dall’Amministrazione comunale. Ma si tratta di una scelta che nulla ha a che vedere con l’ingresso di soggetti terzi nei locali parrocchiali, circostanza come detto non più esistente essendo stata superata dalla revoca della precedente determinazione dirigenziale.  Nel caso in cui, come sembra emergere dalla Sua missiva, la Diocesi non sia interessata a questo progetto ed a questa forma di sostegno e di aiuto, il Comune di Foggia si vedrà, suo malgrado, costretto a rimodulare l’utilizzo delle risorse economiche destinate al servizio in oggetto, destinandoli ad altre progettualità”.  

Sportelli sociali, la Curia nega gli spazi “ai soggetti terzi”. Il Comune: “Nessuna associazione coinvolta, fondi destinati alle parrocchie”

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