SPECIALE | L'alluvione che ha piegato il Gargano: la cronaca tutta d'un fiato

Due morti, Antonio Facenna di 24 anni e Vincenzo Blenx di 70, centinaia di milioni di euro di danni. Una eccezionale ondata di maltempo che ha messo in ginocchi il Gargano

La foto del nubifragio su San Marco in Lamis

Il maltempo ha sorpreso il Gargano. E quest’ultimo si è mostrato impreparato, fragile ‘esposto’. Il territorio non ha saputo far fronte ad una settimana di piogge torrenziali e nubifragi violenti che hanno ingrossato fiumi e torrenti, allagato strade, magazzini, attività e abitazioni. Una eccezionale ondata di maltempo che ha paralizzato le strade di raccordo, distrutto campi e raccolti, spaventato residenti e turisti e, soprattutto, ha mietuto due vite: quella di Antonio Facenna, 24enne di Vico del Gargano, e quella di Vincenzo Blenx, 70enne residente a Peschici.

IL PRIMO GIORNO, 4 SETTEMBRE. Dopo alcune avvisaglie registrate ad inizio settembre nelle zone dell’Alto Tavoliere e dei Cinque Reali Siti, sul Gargano scatta l'emergenza maltempo. Ha inizio tutto tra il 3 ed il 4 settembre, dove a San Marco in Lamis si vive una notte da incubo. Dopo 40 ore ininterrotte di pioggia, l'alluvione trasforma le strade del centro in torrenti in piena.

A scopo precauzionale 50 famiglie – 150 persone circa – vengono sfollate e accolte, in parte, nel centro operativo della Protezione Civile. A preoccupare i vigili del fuoco ed i volontari della protezione civile, i movimenti franosi e gli smottamenti, anche rilevanti, registrati in tutto il territorio comunale, ma soprattutto nel quartiere San Giuseppe e Starale Alto, dove il fango e i detriti si riversano copiosamente a valle dalla montagna. La zona più colpita è il triangolo tra via Borsellino, via Livatino e via Nardella.

LA MACCHINA DEI SOCCORSI. Si teme il peggio, persino che crollino le case. Nei quartieri che dominano la valle scatta l'allerta: smottamenti e frane costringono gli occupanti delle abitazioni situate ai piedi della montagna, a trasferirsi altrove. Ad assisterli nelle procedure di evacuazione i volontari della protezione civile, il cui contributo - insieme a quello dei carabinieri, vigili del fuoco e polizia municipale - fortunatamente evita il precipitarsi della situazione. Numerose famiglie trovano ospitalità presso parenti o amici; tutti gli altri trascorrono la notte nella sede del Centro Operativo Comunale, dove viene stato allestito un dormitorio temporaneo con una trentina di brande. Il nubifragio non risparmia la circolazione stradale: otto automobilisti vengono stati tratti in salvo dai vigili del fuoco lungo la Statale 272, letteralmente invasa dal fango.

VIABILITA’. Pioggia e detriti paralizzano la circolazione stradale anche lungo la Pedegarganica e la provinciale per San Nicandro Garganico. Numerosi automobilisti soccorsi e tratti in salvo dai vigili del fuoco lungo le strade della Capitanata, mentre squadre del nucleo Saf – Speleo Alpino Fluviale - monitorano costantemente il livello del torrente Candelaro, a rischio piena. Se San Marco in Lamis piange, San Giovanni Rotondo e San Nicandro Garganico non ridono. Nella città di San Pio, ad esempio, nella zona industriale il livello dell’acqua raggiunge anche i cinquanta centimetri di altezza, mentre le piogge torrenziali provocano una frana al km 3 della provinciale che collega San Nicandro Garganico a San Marco in Lamis e lo straripamento del canale Vallone.

IL PRIMO DISPERSO. Nel pomeriggio del 4 settembre arriva la notizia del primo disperso. L’attenzione si sposta a Vico del Gargano, dove si cerca il 24enne Antonio Facenna che manca all’appello da poche ore. Un mancato rientro a casa che però assume un peso diverso a causa del maltempo che interessa il Promontorio. Facenna era uscito la sera precedente a bordo della sua Renault Clio nera per raggiungere la masseria di famiglia in località Coppa Rossa, a Carpino, e controllare che il maltempo non avesse creato gravi danni all’azienda ed al bestiame allevato. Partono le ricerche, ma all’interno della masseria, inondata da fango e detriti, gli operatori non trovano né il ragazzo, né la sua autovettura. Sulle tracce di Facenna, i carabinieri, una squadra del nucleo speleo-alpino-fluviale dei vigili del fuoco ed i volontari della protezione civile che battono palmo a palmo il territorio.

IL SECONDO GIORNO, 5 SETTEMBRE. E’ allerta rossa sul Gargano “per rischio idrogeologico e rischio idraulico sul Tavoliere”. Continua a piovere, con violenza, su tutto il Promontorio. In particolare, a San Giovanni Rotondo, un nuovo e violento nubifragio annulla gli sforzi messi in atto nelle 48 ore precedenti da vigili del fuoco, protezione civile e forze dell’ordine.

Mentre si tiene sotto controllo il livello delle acque di torrenti e canali (in particolar modo del ‘Candelaro’ che ha già  rotto gli argini in più punti), si continua a cercare Antonio Facenna. La sua auto viene recuperata dagli operatori alle 22 della sera precedente, ricoperta da fango e detriti nel Canale Puntone, nel punto in cui sfocia nel Lago di Varano. Ma di lui nessuna traccia. La ripresa della pioggia, poi, costringe i sommozzatori ed i fluviali del 115 ad interrompere temporaneamente le ricerche.

PIOGGIA E FRANE. Dopo una tregua durata alcune ore, il maltempo torna nuovamente a flagellare la città di San Giovanni Rotondo, dove vigili del fuoco e protezione civile sono all’opera per le operazioni di drenaggio delle acque piovane e fanghi: da smaltire, sia nelle strade che nei locali (abitazioni, magazzini, attività commerciali e garage) una elevata cubatura di fanghiglia che permane con tutto il suo strascico di disagi, per viabilità e popolazione, nonostante l’utilizzo sistematico di idrovore e motopompe.

Alle 12, però, un nuovo nubifragio sulla cittadina di San Pio inonda nuovamente strade e locali cancellando tutto gli sforzi fatti fino a quel momento, con gli operatori costretti a doppiare i turni di lavoro per contenere l’emergenza. A preoccupare maggiormente sono soprattutto alcuni movimenti franosi registrati a monte della cittadina, in particolar modo il fronte aperto sulla collina che sovrasta il viale dei Cappuccini, ovvero Monte Castellana.

ABITAZIONI SFOLLATE. Anche il sindaco Luigi Pompilio si vee costretto ad emettere un’ordinanza di sgombero nei confronti di 15 famiglie residenti tra via Santa Adele e via Sant’Ignazio. Quarantacinque persone in tutto che trascorrono la notte nelle strutture alberghiere del paese. Innumerevoli gli interventi dei pompieri per soccorrere intere famiglie rimaste bloccate nelle loro abitazioni a causa degli allagamenti. Nel frattempo, a San Marco in Lamis, 100 delle 150 persone sfollate la notte precedente, fanno rientro nelle rispettive abitazioni.

SITUAZIONE VIABILITA’. Notizie confortanti arrivano invece sul versante della viabilità. Grazie all'attività di pulizia del piani stradali riaprono al traffico alcuni tratti della statale 272 che collega San Marco in Lamis a San Giovanni Rotondo, sede del presidio ospedaliero Casa Sollievo della Sofferenza. Permane la chiusura, in entrambe le direzioni, della stessa strada ma nel tratto compreso tra San Severo e San Giovanni Rotondo-Manfredonia (km 11,200 e 21,800) a causa di uno smottamento. Torna progressivamente alla normalità anche la circolazione ferroviaria sulla linea Foggia-Manfredonia, interrotta alle 19.45 del giorno precedente per l’esondazione del fiume Candelaro, in località Frattarolo. Durante la sospensione vengono cancellati sei treni regionali. A causa della chiusura della prima uscita di Manfredonia della strada statale 89, anche il servizio sostitutivo con bus viene sospeso.

SULLA LITORANEA, 6 SETTEMBRE. L’ondata di maltempo, intanto, si sposta sull’altro versante del promontorio garganico, in particolare sulle cittadine di Peschici e Vieste, ma anche a Rodi, San Menaio, Mattinata, Vico e San Nicandro, tutte sorprese da una violenta “bomba d’acqua”. I vigili del fuoco continuano a monitorare i livelli dell’acqua dei vari torrenti che attraversano la zona, corsi d’acqua generalmente secchi ma ora eccezionalmente “gonfi” a causa dell’acqua piovana accolta di riflesso. Si prevedono gravissimi danni all’agricoltura, mentre numerosi animali – capi di bestiame degli allevamenti della zona - vengono trovati morti, travolti dai fiumi di fango e detriti. E la conta dei danni deve ancora iniziare.

LE EMERGENZE. Resta alta l’emergenza a San Giovanni Rotondo, dove con idrovore e motopompe i vigili del fuoco e la protezione civile cercano di drenare l’acqua mista a fango e detriti che ha invaso nuovamente le strade, le abitazioni, i magazzini, i garage e le attività commerciali della città. Quando il maltempo sembra aver concesso una tregua e il drenaggio di strade e locali procedere in modo più spedito, un nuovo nubifragio spariglia  le carte degli operatori, presentando loro un nuovo scenario, ancora più drammatico del precedente. Una cubatura di acqua maggiorata, perché anche i terreni non riesco più ad assorbire altra acqua. Il maltempo, però, si sposta definitivamente sulla costa, dove sta per compiersi il peggio.

TURISTI IN FUGA. Terrorizzati dal cielo nero e dalla pioggia torrenziale, centinaia di turisti fanno le valigie e in preda al panico decidono di tornare a casa, ma nel momento meno adatto: molti restano impantanati lungo le strade, anch’esse attraversate da fango e detriti. Decine di automobilisti vengono  soccorsi dagli uomini del 115 lungo la SP 52, tra Peschici e Vieste, dopo numerosi interventi effettuati nei campeggi situati sul lungomare Enrico Mattei, nella città del faro.

Situazione più delicata, a Peschici: la piana di Calenella diventa un fiume di fango e detriti. Proseguono le operazioni di soccorso nelle località di Citrigni, Funno delle Noci e Calena. Due elicotteri del 115 perlustrano la zona dall’alto: uno, proveniente da Bari, effettua ricognizioni aeree nell’ambito delle ricerche di Antonio Facenna, il 24enne di Vico del Gargano disperso dalla sera del 3 settembre; l’altro, proveniente da Pescara, soccorre due persone (tramite verricelli calati dall’elicottero) rimaste bloccate in una casa rurale in agro di Peschici, letteralmente circondata dal fango. Lo stesso mezzo giunge anche in un noto agriturismo della zona, che si trova a ridosso di un canale di scolo dell’acqua piovana. Un gruppo di circa quindici persone è costretto a chiedere l’intervento del 115, giunto in loco con lo stesso elicottero, ma in questo caso si rivela sufficiente l’uso delle Jeep. Le piogge torrenziali, intanto, travolgono tutto a Peschici.

IL TERZO GIORNO. Il maltempo che da 72 ore flagella il Gargano, su entrambi i versanti, conta un altro disperso. Dopo il 24enne Antonio Facenna, manca all’appello un uomo di circa 70 anni originario di Vico, ma residente a Peschici. Sarebbe stato travolto dalla piena di un torrente di fango in zona Ialillo. La situazione a Peschici risulta subito drammatica. Sulla litoranea numerosi campeggi e residence vengono sorpresi e invasi dal fango. Necessario l’intervento della Capitaneria di Porto che effettua una serie di salvataggi in mare, imbarcazioni di pescatori che non riescono più a rientrare in porto.

Il pattugliamento del litorale, ad opera della Guardia Costiera, pemette di individuare e mettere in sicurezza anche un bungalow, una roulotte e un’auto in acqua, nei pressing del camping Bellariva, sulla Marina, trasportate in mare dalla furia del fango. I torrenti ed i canali della montagna, infatti, non reggono all'incredibile portata dell’acqua piovana e inondano non solo il litorale, ma tutta la piana di Calena, Citrigni e Funno delle Noci. A Calenella, l’Enel ritiene opportuno staccare a scopo precauzionale l’energia elettrica perché il livello dell’acqua raggiunge un’altezza pericolosa per le centraline e le cabine elettriche presenti in zona.

SOCCORSI PER CIELO E TERRA. Per facilitare le operazioni di soccorso, vine richiesto l'intervento di due elicotteri dei vigili del fuoco, uno in partenza da Bari e l'altro da Pescara. Gli uomini del 115 lavorano a ritmo serrato per far fronte a tutte le emergenze e le richieste di soccorso, procedendo secondo un ordine di priorità. La centrale del 115 conta più di 24 chiamate in coda al minuto su ogni consolle. A supportare le squadre dei vigili del fuoco del comando di Foggia – dislocate in modo massiccio sul Gargano e provenienti dai distaccamenti di Foggia, Manfredonia, Vico, Deliceto e San Severo – ci sono anche gli uomini della colonna mobile di Bari una squadra da Campobasso. Anche gli spostamenti degli operatori sono messi a dura prova a causa delle pessime condizioni di quasi tutte le strade di raccordo tra i vari comuni del Gargano. Intanto piove ancora a Mattinata, a Rodi, a Carpino, a Cagnano; e l’emergenza non accenna a rientrare.

SALVATAGGI ED EMERGENZE: Oltre a Peschici, dove numerosi turisti salgono sui tetti di bungalow e miniappartamenti dei residence sulla costa, scene di panico si registrano anche a valle di Rodi Garganico, dove alcune strutture alberghiere vengono invase da acqua, fango e detriti. Non dissimile la situazione di Vieste, dove il sindaco Ersilia Nobile emette un’ordinanza che obbliga tutte le persone residenti o presenti ad abbandonare le abitazioni nelle zone Montincello, Piano Piccolo e Santa Maria. Intanto, la protezione civile segnala problemi negli accessi al paese e nelle vie di entrata ed uscita.

Situazione critica anche a San Menaio, dove la frazione marina di Vico del Gargano viene completamente invasa da acqua e fango. La furia dell'acqua investe anche Spiaggia Lunga a Vieste, mentre la baia di Calenella risulta ormai completamente sommersa dall'acqua. La piena di fango taolge anche un caravan con all’interno una coppia di turisti danesi di 50 e 55 anni. I due sono tratti in salvo dagli uomini della Capitaneria di porto, nel corso dei servizi di pattugliamento del litorale Garganico, all'altezza del Camping degli Ulivi. I Forestali invece prestano soccorso a numerose persone in difficoltà presso il camping Selva dei Pini a Vieste, impraticabile per la presenza del fango. Forestali che a loro volta rischiano di essere travolti dalle piene dell’acqua mista a fango. Circa 5mila utenze non sono raggiunte dalla rete elettriche.

FUGHE DI NOTIZIE E SMENTITE, 7 SETTEMBRE. Per tutta la mattinata si rincorrono notizie di nuovi dispersi. Così il prefetto di Foggia Luisa Latella ritiene opportuno convocare una conferenza stampa urgente per dire che "la situazione è sotto controllo" e che "poteva andare peggio, ma per fortuna abbiamo lavorato bene". Venti minuti chiusi purtroppo dalla notizia, data praticamente in tempo reale, dell'identificazione di un corpo ritrovato: è di Antonio Facenna, il 24enne allevatore di Carpino. Il corpo dell'allevatore viene recuperato a pochi passi da dove era stata individuata la sua auto. Nel frattempo si spera che il bilancio non diventi più drammatico e che il disperso di Peschici possa essere presto ritrovato.

IL PROFILO: CHI ERA ANTONIO FACENNA

LA DIFESA DEI ‘PALAZZI’. Guai a chiamarla apocalisse e guai a pensare che il Gargano, flagellato da Nord a Sud, sia stato abbandonato dalle istituzioni: “con la nostra presenza abbiamo evitato un bilancio peggiore”. E’ questa la sintesi della conferenza stampa in Prefettura di Foggia. Maria Luisa Latella e gli assessori regionali Guglielmo Minervini e Leonardo Di Gioia si difendono e rispondono a chi - in merito all’emergenza maltempo - avrebbe dipinto il Gargano come un territorio trascurato e vittima di una catastrofe. “Queste precipitazioni sono le più forti degli ultimi ottant’anni, ma vogliamo tranquillizzare le persone e chi da fuori chiede dei propri parenti”.

Quanto accaduto a San Marco in Lamis – precisano – è un evento straordinario. La quantità d’acqua caduta in solo giorno equivarrebbe a quella che solitamente cade in un interno anno. Su Peschici e Vieste a complicare le cose sarebbe stata la bomba d’acqua abbattutasi in mattinata: delle 1000 persone che occupavano i campeggi soltanto in quaranta hanno deciso di restare, momentaneamente ospiti del Comune.

THE DAY AFTER, 8 SETTEMBRE. Sul Gargano piegato dall’alluvione, mentre proseguono le ricerche dell’anziano disperso, parte la conta dei danni e contemporaneamente la caccia ai responsabili del disastro. A Peschici, dai campeggi evacuati, circa 960 turisti anticipano la partenza, nonostante le condizioni meteo siano in netto miglioramento e il peggio sembra essere passato. L'Esercito - allertato dalla Prefettura - si muove tempestivamente. Dalle prime luci dell'alba l'11° reggimento della Brigata Pinerolo è al lavoro sulle strade di Peschici e di Rodi Garganico per ripulirle dai detriti e dal fango.

Le provinciali e le statali sono percorribili, ad eccezione della Pedegarganica (ma c'è un percorso alternativo). I comuni sono tutti raggiungibili.  E sui luoghi flagellati dalle abbondanti piogge arriva Nichi Vendola, insieme all’assessore alla Protezione Civile, Guglielmo Minervini. Due le tappe in programma: Carpino e Peschici. Con loro ci sono anche i sindaci dei comuni colpiti e l’assessore al Bilancio, Leo Di Gioia. Nel pomeriggio si unisce al gruppo anche Franco Gabrielli, capo del dipartimento di Protezione Civile nazionale, che a bordo di un elicottero sorvola il Promontorio. Un vertice allargato ai sindaci esaminerà la situazione dei territori colpiti ed individuare le iniziative da attuare.

VERTICE IN PREFETTURA. Il Gargano che si piega ma non si spezza, non sarà abbandonato. Parola delle istituzioni, di Nichi Vendola e Franco Gabrielli che annunciano lo stato d’emergenza per i territorio colpiti dal maltempo. Gabrielli affida alla Regione e alle strutture comunali e provinciali, il compito di fare un’analisi della situazione. Dopodichè - aggiunge - sarà compito suo e della struttura di missione della presidenza del Consiglio dei ministri che si occupa di dissesto idrogeologico, quantificare in termini economici l’ammontare dei danni. Vendola - che parla di decine e decine di milioni di danni - precisa che il Governo di via Capruzzi assicurerà gli interventi di somma urgenza e che porrà rimedio “al cuore della Puglia e infartuato del Gargano”. “Abbiamo dato ai sindaci l’autorizzazione a procedere con delibere di somma urgenza per gli interventi immediati con la garanzia politica che la Regione si farà carico delle risorse necessarie”.

SALE IL BILANCIO DELLE VITTIME, 8 SETTEMBRE. E’ la mattina dell’otto settembre quando arriva la notizia del ritrovamento del corpo del secondo disperso. Il cadavere del 70enne Vincenzo Blenx  viene recuperato dai sommozzatori e dagli uomini della Guardia Costiera in mare, sotto il costone di Peschici. La seconda vittima dell'alluvione era stato travolto dalla piena e trascinato in mare da fango e detriti, mentre si trovava all'interno della sua autovettura.

9 E 10 SETTEMBRE. La Regione Puglia chiede la dichiarazione dello stato di emergenza e di calamità naturale e un sussidio di 1milione e 300mila euro per le urgenze. La conta dei danni – ai privati, alle attività turistiche e commerciali e soprattutto all’agricoltura – deve ancora iniziare. E si preannuncia drammatica. A supervisionare lo stato delle cose, in Capitanata arriva anche il ministro per l’Ambiente Galletti e quello per le Politiche Agricole, Martina. La Regione Puglia, grazie all'impregno dell'assessore Fabrizio Nardoni, approva lo stato di calamità naturale per l'Agricoltura, mentre la Procura della Repubblica di Foggia apre un fascicolo su segnalazione del comando provinciale dei carabinieri: si va dal disastro e omicidio colposo alle violazioni urbanistiche.

IL GARGANO E’ VIVO. Guai a parlare di apocalisse, guai a parlare di ‘morte del Gargano’. Il colpo incassato è stato grave, pesante, terribile. Ma non è finita, non tutto il Promontorio è stato messo ‘ko’ da questa ondata eccezionale di maltempo. Così gli operatori turistici del Gargano e gli enti economici di Capitanata – Camera di Commercio, Confcommercio e Confesercenti su tutti – chiedono di non aggiungere al danno, la beffa. E di prevedere specifiche campagne di promozione per rilanciare anche il turismo sulla Montagna del Sole, laddove il maltempo non ha creato grossi disagi, perché la stagione estiva non è ancora finita. E i turisti settembrini, frequentatori abituali dello Sperone di Puglia, sono storicamente tanti. E non è questo il momento giusto per abbandonare il proprio “luogo del cuore”. Al contrario. Sono tante le iniziative che si stanno rincorrendo -  anche tramite i social network – per sostenere il Gargano e aiutare il territorio a tornare presto alla normalità.

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