Pochi agenti nel sovraffollato carcere di Foggia, l’allarme del CO.S.P.: “Situazione insostenibile”

Il segretario generale Domenico Mastrulli in visita a Foggia, dove da tempo si segnalano le maggiori criticità in merito al sovraffollamento e alla mancanza di personale

Continua il tour sindacale del segretario generale nazionale del CO.S.P. (Coordinamento Sindacale Penitenziario) Domenico Mastrulli che questa mattina ha fatto tappa nel carcere di Foggia, unico istituto penitenziario della provincia dauna nel quale da tempo si segnalano le maggiori criticità in relazione al problema del sovraffollamento e della mancanza di personale.

“Il dato ufficiale – evidenzia Mastrulli -  è del 145% di presenze rispetto alla normale ricettività della struttura carceraria”. A fare il punto della situazione nel corso di un incontro con la dirigenza del penitenziario e con i rappresentanti istituzionali di Foggia, una delegazione dell’organizzazione sindacale che ha incontrato il personale appartenente ai comparti ministeriali, degli Enti locali, e della polizia penitenziaria. Drammatica la situazione degli agenti penitenziari che a Foggia sfiorano appena le 100 unità rispetto a una dotazione organica drammaticamente ferma al 2001.

Stando alle ultime stime, nel carcere foggiano sono in organico 290 unità di polizia penitenziaria, mentre altre 30 rientrano nei profili operanti nel comparto della sicurezza e nella dirigenza. "Una situazione insostenibile se riferita alla particolare criticità del territorio. In Puglia sono circa 3500 i detenuti ospitati in dieci istituti penitenziari e in residenze per l’esecuzione di misure di sicurezza, la ricettività tollerabile è di 2mila 400 detenuti. A oggi il tasso di occupazione è pari al 135% rispetto al dato nazionale. In Italia i detenuti sono complessivamente 57mila a fronte di una capienza massima del sistema carcerario di 49mila persone", evidenzia Mastrulli.

"Nel carcere di Foggia – conclude il segretario nazionale del Co.s.p - ci sono 600 reclusi, ma tra questi figurano anche numerosi pregiudicati sottoposti a misure di protezione e di alta sorveglianza. I recenti episodi legali alla criminalità organizzata e il recente potenziamento delle misure di massima sicurezza dovrebbero far riflettere nell’ambito di un sistema carcerario non più idoneo”.

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