L'odissea di un gattino ritrovato agonizzante

A Foggiatoday lo sfogo di un lettore. "Ho fatto decine di telefonate. L'Asl è intervenuta dopo due ore". L'animale era gravemente ferito ad un occhio

Il gattino sofferente a terra

Agonizzante dalle 22.00 - o forse prima (le 22.00 sono l’orario in cui qualche passante di buon cuore ha deciso di chiamare i soccorsi) -, è stato portato via solo a mezzanotte inoltrata. Oggi è stato operato, non starebbe benissimo ma, nel tempo trascorso tra l’incidente e l’intervento, ha rischiato di morire dissanguato per strada.

Storie di ordinari cortocircuiti a Foggia e sul territorio provinciale quando si tratta di animali. Ieri è toccato ad un gattino, ritrovato sofferente sul manto stradale cittadino, con una gravissima ferita ad un occhio. “Soffriva tantissimo – ci segnala il soccorritore - è stato impossibile non fermarci per fare qualcosa, al contrario della trentina di auto che sono passate via ignorando. Solo una signora e due coppie di ragazzi hanno avuto la dignità di fermarsi e di aiutarci”. E qui inizia l’odissea.

“Non sapevamo cosa fare e soprattutto chi chiamare”. Partono le telefonate ai veterinari. Circa sei i tentativi ad altrettanti professionisti trovati su internet ed al numero di guardia medica dell’Asl, che però il passante scopre essere disattivo da due anni. Le telefonate, vane, si sprecano. D’altronde, la normativa sul punto è chiara, diciamo: la prima telefonata va fatta alla Polizia municipale. E a dargli la dritta interviene solo un’associazione animalista, 'Guerrieri con la coda', che si attacca anch’essa al telefono. Più facile a dirsi che a farsi. “I vigili non rispondevano, l’associazione mi ha detto essere normale amministrazione. Abbiano chiamato ripetutamente fino a quando siamo riusciti a metterci in contatto con il comando e la risposta è stata “stiamo provvedendo”.

La prima chiamata l’ho fatta alle 22.30 e alle 23.40 non era intervenuto ancora nessuno. Il gattino era agonizzante in mezzo la strada con le macchine che gli sfrecciavano intorno, l’unica cosa che ho potuto fare era spostarlo e cosi ho fatto” continua il lettore, che ha scoperto ieri la non esistenza di una guardia medica h24 per ciò che concerne gli animali. “La necessità di scrivervi nasce dal fatto che ci siamo resi conto che nel 2018 non esiste una guardia medica a Foggia. Di fronte a situazioni simili nessuno sa cosa fare. Non c’è un programma di soccorso! Mi sento in dovere di divulgare questa notizia affinché tutte le associazioni animaliste italiane facciano pressione! Ancora oggi gli animali vengono trattati come un oggetto, un qualcosa di inferiore all’uomo soprattutto se randagi, solo perché non hanno valore economico, è una vergogna”.

Solo verso mezzanotte “è arrivato un camioncino dell’Asl, ha messo il gattino dentro un bidoncino nero e lo ha portato via”. Oltre due ore di agonia. Altro che pronto intervento. “Purtroppo siamo in questa situazione da sempre” dichiara Annarita Melfitani, “ciò che è accaduto al povero gatto è ciò che noi viviamo costantemente, perché, in assenza di altre risposte tempestive, è a noi che si rivolgono i soccorritori occasionali”.

Un cortocircuito che non solo mette a repentaglio la vita degli animali, ma rischia di scoraggiare chi volesse prestare soccorso. “La prima telefonata va fatta alla polizia municipale, che allerta l’Asl, la quale verifica le condizioni dell’animale e, dopo debita telefonata al Comune, trasferisce per le cure ad un professionista. Ovvio che tutto sta nella tempistica del soccorso”. La vita, anche quella di un animale, è questione di tempo. “Non solo non c’è un soccorso tempestivo ed un numero al quale rivolgersi fosse soltanto per ottenere informazioni, ma – continua Melfitani -, non abbiamo neanche un ricovero post degno di tale nome, un canile sanitario per intenderci. Abbiamo un canile dissequestrato, che sappiamo versare in condizioni pietose”.

Insomma, una brutta vicenda che mette in evidenza tutte le falle esistenti in un meccanismo di soccorso che, in quanto emergenza, dovrebbe funzionare a regola d’arte. Perché si tratta di vite. Ed ogni minuto perso potrebbe essere fatale. Sempre che ad una società che voglia considerarsi civile la vita di un animale interessi. "E auguratevi che il vostro animale non si senta male nel weekend o in estate, perchè nei giorni festivi non avrà scampo" la pietra tombale dell'associazione animalista, che invita a guardare i decessi dell'estate scorsa.

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