Mille euro al mese per alloggiare in una casa di riposo priva di autorizzazioni: blitz della polizia

E' quanto scoperto dagli agenti del commissariato di Cerignola, a Trinitapoli, dove è stata sequestrata una struttura assistenziale abusiva nella quale erano ospitate 8 persone anziane, con problemi psicofisici e non autosufficienti

Dentro la casa di riposo

Mille euro al mese per alloggiare in una casa di riposo per anziani sconosciuta all’Asl e priva di ogni autorizzazione. E’ quanto scoperto dagli agenti del commissariato di Cerignola, a Trinitapoli, dove è stata sequestrata una struttura assistenziale abusiva nella quale erano ospitate 8 persone anziane, in parte affette da problemi psicofisici e non autosufficienti.

Secondo quanto accertato, ai pazienti venivano somministrati farmaci sfusi, privi di confezione originale e, pertanto, non identificabili per tipologia e data di scadenza. La struttura, inoltre, presentava carenze igienico-sanitarie ed organizzative, mancanza di spazi comuni, presenza di barriere architettoniche, fino all'impiego di personale inadeguato al trattamento delle patologie sofferte dagli ospiti.

Inoltre, nella struttura non vi era traccia di tabelle dietetiche per gli assistiti, tra i quali alcuni malati di diabete per i quali sarebbe stato necessario seguire una dieta prestabilita, e la cucina utilizzata per la preparazione dei pasti era quella dell’abitazione dei gestori. Dalle prime indagini è emerso che ogni anziano pagava una retta di circa 1000 euro al mese, per un giro di affari stimato sui 100.000 euro annui.

IL VIDEO | DENTRO LA CASA DI RIPOSO ABUSIVA, LE IMMAGINI DEL BLITZ

Sequestrata la struttura, tutti gli anziani sono stati trasferiti in strutture autorizzate o presso le rispettive famiglie. Denunciate due persone: si tratta del responsabile legale dell'associazione cui faceva capo l’attività abusiva e di sua moglie, rispettivamente di 66 e 65 anni. Necessario l’intervento del personale dell’Asl di Trinitapoli, degli assistenti sociali e del personale della Guardia di Finanza e del NAS di Bari, ciascuno per le proprie competenze.

La struttura in questione - del valore di 300mila euro, forniture comprese - risultava essere attiva da almeno quattro anni. Nel 2014, a seguito di un controllo dell’Asl, i servizi sociali del comune di Trinitapoli emanarono un’ordinanza di chiusura della stessa; ordinanza che al momento sembra essere stata aggirata con l’inserimento, nel nucleo famigliare dei due gestori, di una parte degli anziani ospiti. Su quest’ultimo aspetto, sono in corso ulteriori indagini, volte a individuare eventuali complici della coppia di gestori.

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