Sequestrato patrimonio da 50 milioni al "re del vino" che faceva affari con la criminalità foggiana

Patrimonio ritenuto sproporzionato rispetto alle attività dell'imprenditore ravennate. Già coinvolto nel blitz Baccus, era stato arrestato nel 2007 insieme a un gruppo criminale di Cerignola specializzato nel riciclaggio di ingenti capitali illeciti e nelle frodi fiscali

Foto da CataniaToday

Come riporta RavennaToday, la Direzione Investigativa Antimafia di Bologna ha sequestrato il patrimonio dell’imprenditore vitivinicolo ravennate Vincenzo Secondo Melandri, il "re del vino", stimato in oltre 50 milioni di euro, patrimonio ritenuto sproporzionato rispetto alle attività dell'imprenditore.

Melandri, noto come “il re del vino”, venne coinvolto nel 2012 nell’operazione “Baccus” della Direzione distrettuale antimafia di Bari, a seguito della quale la Corte d’Appello emise nei suoi confronti una condanna a 4 anni di reclusione per reati associativi finalizzati alla truffa aggravata e ai reati fiscali. 

In quella occasione, su ordine di custodia cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Bari nei confronti di 24 indagati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, considerati appartenenti alla “Società foggiana”, gli agenti della Squadra Mobile di Foggia, unitamente ai militari dello S.C.I.C.O. e dei comandi provinciali della Guardia di Finanza di Bari e di Foggia, arrestarono 24 persone, di cui 17 in carcere e 7 ai domiciliari. Furono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata all’usura e all’estorsione con l’aggravante del metodo mafioso; di truffa ai danni dell’Unione Europea e di illecito amministrativo. In particolare, con l’applicazione del Dl 231/2001, gli inquirenti hanno disposto il sequestro di beni mobili ed immobili ad un’importante azienda vitivinicola della provincia di Ravenna.

Nel dicembre del 2017 l'uomo, invece, è stato arrestato dalla Dia di Bologna nell’ambito dell’operazione “Malavigna”, poiché ritenuto referente di un gruppo criminale specializzato nel riciclaggio di ingenti capitali di provenienza illecita e nelle frodi fiscali, perpetrate mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Nell’ambito di quest'ultima operazione erano stati anche eseguiti provvedimenti di sequestro su beni e liquidità per un valore complessivo stimato in oltre 20 milioni di euro; inoltre erano stati arrestati sette esponenti di un gruppo criminale specializzato nel riciclaggio di ingenti capitali illeciti e nelle frodi fiscali perpetrate mediante l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, con il coinvolgimento di persone vicine alla criminalità organizzata foggiana.

Le recenti indagini patrimoniali svolte dalla Dia, sulla documentazione societaria e bancaria rinvenuta nel corso di tale attività, hanno permesso di ricostruire l’ingente patrimonio dell'imprenditore e della compagna, patrimonio che sarebbe risultato nettamente sproporzionato rispetto alla sua capacità reddituale. Ciò ha portato al sequestro di compendi aziendali e partecipazioni societarie, di 185 beni immobili - ubicati tra Faenza, Russi, Forlì e Desenzano del Garda - costituiti da fabbricati e circa 80 terreni, di beni mobili registrati tra cui 4 auto d’epoca (due Lancia Flavia coupe, una Lancia Flaminia e una Alfa Romeo), di partecipazioni societarie, di diponibilità finanziarie depositate su conti correnti in Italia e nella Repubblica di San Marino (circa 27 milioni di euro), per un valore complessivo stimato prudenzialmente in oltre 50 milioni di euro. L'operazione è ancora in corso e non si esclude che possano riscontrarsi altre evidenze finanziarie ed economiche che possano far lievitare la cifra.

Questo il commento della consigliera regionale M5S Rosa Barone: “L’operazione che ha condotto al sequestro di beni per un valore di oltre 50 milioni di euro (se l’attività criminale che ci starebbe dietro sarà confermata in sede giudiziaria) incoraggia chi, come noi del Movimento, ha anche in passato sottolineato come la criminalità organizzata foggiana sia in grado di permeare non solo il suo territorio d’origine, ma anche le aree del Nord. Ricordo a questo proposito sia la mia mozione che la risoluzione presentata dal nostro portavoce alla Camera, Giuseppe D’Ambrosio, nel corso della passata legislatura. È ora di dare una stretta alla mafia foggiana, e in questo senso per fortuna possiamo contare sulla massima attenzione da parte del governo centrale”

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