Furto al caveau: sequestrati immobili per 800mila euro alla 'mente' Bonalumi

L'operazione delle Fiamme Gialle. Il sequestro preventivo riguarda due lussuosi appartamenti a Vico del Gargano, per complessivi 15 vani, e una abitazione, con due terreni annessi, a Foggia

Scoperte le modalità con cui il pregiudicato foggiano Olinto Bonalumi – arrestato due giorni fa, nel corso dell’operazione di polizia “Goldfinger” e accusato di essere la “mente” del maxi-furto nel caveau del Banco di Napoli, a Foggia - ha fatto investire una parte del provento del colpo da 15milioni di euro, commesso nel 2012.

La Guardia di Finanza di Foggia, nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura di Foggia, nei confronti del sodalizio che fa capo proprio al 56enne foggiano, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Foggia, avente ad oggetto due lussuosi appartamenti a Vico del Gargano, per complessivi 15 vani e una dimensione totale di circa 300 mq., e una abitazione, con due terreni annessi, a Foggia. Le indagini patrimoniali e finanziarie, condotte dal nucleo di polizia tributaria, hanno consentito di ricostruire le operazioni bancarie con le quali, nel 2012, Patrizia Di Biase, moglie di Bonalumi, avvalendosi della complicità di due ex agenti immobiliari di Foggia (Antonio Caputo e Venturo Ricchiuti), ha impiegato parte del denaro contante derivante dal furto commesso, per l’acquisto e la ristrutturazione degli immobili.

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Gli accertamenti hanno, altresì, evidenziato l’indisponibilità da parte degli indagati di redditi idonei a giustificare gli investimenti patrimoniali operati, consentendo di contestare agli stessi il reato di riciclaggio nonché di proporre all’autorità giudiziaria il sequestro preventivo “per sproporzione” dei suddetti cespiti. Il valore complessivo degli immobili è stato stimato in circa 800.000 euro. L’attività di servizio si inquadra nel costante impegno profuso dalla guardia di finanza, sotto il coordinamento della procura di Foggia, per sottrarre alla criminalità organizzata i patrimoni illecitamente accumulati, allo scopo di tutelare l’economia legale e di recidere le fonti di finanziamento da utilizzare per la consumazione di ulteriori delitti.

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