Ataf, proclamato lo sciopero: lavoratori si fermano per quattro ore

Durante lo sciopero del 22 gennaio saranno garantite le prestazioni minime indispensabili. Il personale d’esercizio sciopererà dalle 8.30 alle 12.30 mentre il personale impianti fissi per due ore a fine turno

Immagine di repertorio

In riferimento alle procedure di raffreddamento e conciliazioni aperte nei confronti di Ataf, esaurite con esito negativo nell’incontro del 29 dicembre in Prefettura, le segreterie territoriali Filt-Cgil, Uilt-Uil, Ugl-Tpl e Faisa-Cisal, proclamano la prima azione di sciopero di 4 ore per il 22 gennaio prossimo. Il personale d’esercizio sciopererà dalle 8.30 alle 12.30 mentre il personale impianti fissi per due ore a fine turno

Durante lo sciopero saranno garantite le prestazioni minime indispensabili, così come previsto dall’art.11 lettere C e D della Provvisoria Regolamentazione di Settore 02/13 nel rispetto delle fasce orarie di servizio regolate dalla prassi. Le organizzazioni sindacali fanno sapere che “le motivazioni sono da imputare al pericolo che l’azione messa in atto dall’azienda graverà pesantemente sul bilancio aziendale precludendone il proprio futuro”.

Queste le parole del segretario generale della Fit Cisl, Giuseppe Lo Muzio: “Il cero si consuma ma la processione non cammina: questo è quanto sta accadendo sulla vertenza in corso alla società Ataf”, secondo la Fit Cisl territoriale di Foggia. “Fiumi di parole da parte di tutti: Partito Democratico, direttore Ataf  Di Cecca, consigliere Mainiero ed altri, ma non si muove foglia.  Va precisato che la FIT CISL non ha dichiarato alcuno stato di agitazione, né tantomeno si è sottratta ad alcun confronto con la società Ataf e tanto meno ha scelto la strada dello scontro. La FIT CISL vuole che si proceda come già deliberato dell’Assemblea dei Soci, affinché anche i venti lavoratori, attraverso il lavoro somministrato, possano essere assunti.

Il sindacalista prosegue: Un sindacato che si rispetti ha il dovere di non dimenticare che venti padri di famiglia esclusi, senza alcuna colpa, sono in attesa di sistemazione e non vogliono perdersi tra preamboli di scaramucce personali tra gli addetti ai lavori. Siamo pronti al controllo consuntivo del piano industriale e non esiteremo a verificare qualsiasi illecito qualora ce ne fosse e denunciarlo agli organi competenti. Siamo certi che la sosta a pagamento possa ritrovare, una volta rimossi gli ostacoli burocratici e di clientelismo, lo sviluppo degli anni passati. Inoltre, invitiamo ad abbassare i toni di polemica e rispettare quando da tutti dichiarato, dimostrando con fatti e proposte concrete l’interesse nei confronti dei lavoratori occupati e non. Chiediamo con forza un intervento immediato”.

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