Pugno di ferro della polizia nella città dove scorrono fiumi di droga: 14 arresti dopo l'omicidio di mafia

Eseguite a San Severo 14 misure cautelari a carico di soggetti, anche pregiudicati, impegnati in una fiorente attività di spaccio di marijuana, hashish, cocaina ed eroina. Numerosissime le cessioni accertate, che avvenivano all'ordine del giorno

La conferenza stampa

Innumerevoli cessioni, spaccio all'ordine del giorno per un giro d'affari ingente relativo a stupefacenti di ogni tipo: marijuana, eroina, cocaina e hashish. L'operazione di polizia messa a segno questa mattina dalla polizia ha portato all'esecuzione di 14 misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti a vario titolo coinvolti nell'attività di spaccio attiva da tempo su San Severo.

I nomi degli arrestati

All'alba di oggi, la città dell'Alto Tavoliere è stata messa sotto torchio da un centinaio di agenti della Polizia di Stato, con ausilio di un elicottero del Reparto Volo e numerose pattuglie dei Reparti Prevenzione Crimine; un'attività che costituisce la prima dura risposta che la Procura della Repubblica di Foggia e la Polizia hanno voluto dare dopo il cruento omicidio di mafia di Michele Russi, avvenuto lo scorso sabato mattina in conseguenza delle dinamiche di predominio dei clan locali sul traffico di droga.

Video e intercettazioni

L'attività di monitoraggio degli indagati è stata avviata all'inizio del 2017, con numerosi servizi di osservazione contestualmente ad attività tecnica di intercettazioni telefoniche ed ambientali che hanno permesso di individuare soggetti di rilievo della criminalità sanseverese dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso dell'attività d'indagine varie persone sono state già arrestate in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente ed altre indagate in stato di libertà per lo stesso reato. Nell'arco temporale dell’attività investigativa, si è proceduto al rinvenimento ed al sequestro, in più occasioni, di sostanze stupefacenti di vario tipo e genere, a riscontro delle responsabilità degli indagati. 

Il commento di Salvini

Sono state documentare, infatti, numerosissime cessioni di droga avvenute all'interno di abitazioni nella disponibilità dei fornitori dello stupefacente dove i vari acquirenti si recavano con cadenza giornaliera. Altrettanto rilevante nell’intensa attività di spaccio è il ruolo ricoperto da alcune donne. L'operazione va a colpire duramente esponenti collegati o vicini alla criminalità organizzata sanseverese (gruppo facente capo a Franco Nardino, a Michele Russi, assassinato pochi giorni fa in città, e a Nicola Salvatore anch'egli vittima di un cruento agguato insieme alla moglie).

Il commento del Questore

In questo modo, è infatti possibile privare tali gruppi mafiosi di elementi particolarmente attivi sul territorio di San Severo in tema di traffico di sostanze stupefacenti, in questo caso responsabili di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti a motivo del quale essi sono oggi catturati ed arrestati, su provvedimenti del Gip di Foggia a cui è stata formulata la richiesta da parte della locale Procura della Repubblica che ha processato l'imponente attività investigativa eseguita dalla Squadra Mobile di Foggia e dai colleghi del Commissariato di San severo.

La particolare operatività e forza sul territorio sanseverese è documentata dalla circostanza che gli indagati erano dediti allo smercio delle più varie tipologie di stupefacente - cocaina, eroina, hashish e marijuana. L'indagine si inserisce in un più ampia attività di contrasto, avviata congiuntamente al Servizio Centrale Operativo, sempre e costantemente operata nei confronti della criminalità sanseverese ed in linea generale nei confronti delle organizzazioni criminali operanti su tutto il territorio della provincia di Foggia, e che d'intesa con la Procura di Foggia e la Procura Distrettuale Antimafia di Bari continuerà in maniera incessante al fine di disarticolare le organizzazioni criminali operanti e garantire la massima sicurezza alla comunità di San Severo scossa di recente da un grave fatto di sangue che ha riguardato un esponente di rilievo della criminalità locale.

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