Si perde in Foresta Umbra, rintracciato di notte dopo otto ore al freddo e di paura: "Ringrazio i Cacciatori di Puglia"

Il racconto di Stefano Calderisi di Vieste, rintracciato in Foresta Umbra, dove si era recato per una escursione in mountain bike, e soccorso dopo otto ore di ricerche: "Li ho abbracciati forte, grazie a tutti"

Stefano, il 42enne di Vieste

Non finirà mai di ringraziare i quattro 'Cacciatori di Puglia' che il 29 settembre lo hanno rintracciato e soccorso in Foresta Umbra. In esclusiva a FoggiaToday, Stefano Calderisi ripercorre gli attimi di quell'escursione da brividi in montain bike, durata 10 ore e terminata intorno all'una di notte con l'abbraccio, liberatorio e fraterno, ai suoi angeli.

La disavventura in Foresta Umbra di Stefano

È il 29 settembre e intorno alle 15, sotto l'ala di San Michele, il viestano si reca in Foresta Umbra in bici. È una bella giornata, il sole taglia le faggete Patrimonio Unesco della riserva naturale del Parco Nazionale del Gargano, c'è un silenzio granitico interrotto di tanto in tanto dal frinire dei grilli.

Stefano continua a pedalare, ma dopo circa un'ora si accorge di aver perso l'orientamento. Non si scoraggia (non è un neofita dell'escursionismo sulle due ruote) e prosegue la sua avanzata almeno fino a quando sulla sua strada non incrocia un gruppo di cinghiali. Intimorito dalla loro presenza, si allontana ancor più e involontariamente si addentra nel cuore della Foresta. 

"Avevo fatto altre volte lo stesso percorso, ma a un certo punto ho visto dei cinghiali e nell'allontanarmi mi sono addentrato sempre più nel cuore della foresta. Ho iniziato a girovagare cercando una via d'uscita ma senza successo"

I minuti passano, subentrano panico e paura. La zona è impervia e non c'è campo per avvisare i suoi familiari dell'accaduto. Intorno alle 17.30, Stefano riesce finalmente a lanciare l'Sos ai carabinieri e comunica le coordinate del gps al comando della Forestale: "L'operatore ha cercato di capire dove mi trovassi e mi ha detto di fermarmi e di richiamare non appena avessi sentito le sirene".

A quel punto, il benzinaio della città del faro chiama sua moglie e avvisa gli amici tramite WhatsApp. Intorno alle 19, quando sono trascorse quattro ore dal suo ingresso nell'area protetta, il malcapito comincia a sentire delle voci. Si rincuora, ma suo malgrado subentra un problema: la batteria del telefono è scarica. Nel frattempo proseguono le operazioni di soccorso.

"È subentrata la paura" ci confida. "Sono salito su un albero come una scimmia e da lì ho cominciato ad urlare a più non posso"

Passano le ore, Stefano sente voci e sirene ("dopo ho saputo che tanta gente era venuta a cercarmi") ma le sue urla, trovandosi la zona a ridosso di una gola, purtroppo non raggiungono i soccorritori. "Mi chiedevo, ma come mai non mi sentono?". Non c'è più tempo da perdere, sono le 23 e Stefano è ancora lì, in un punto indefinito della Foresta Umbra. 

"Per fortuna c'era una luna quasi piena a farmi luce, compagnia e a darmi conforto. Ero stanco, avvertivo i crampi, ero debilitato e sentivo freddo" 

La tensione sale, la paura di non farcela anche. Cinque ore di ricerche ma del 42enne nessuna traccia. Non c'è più tempo da perdere, entrano in azione i Cacciatori di Puglia. Fine di un incubo, manco a dirlo, Stefano è salvo: "Quando li ho sentiti sempre più vicini ho trattenuto il respiro e ho urlato così forte che uno di loro mi ha percepito. Erano in quattro, quando ho visto le luci bianche delle torce ho fatto un salto dall'albero, ho recuperato la bici e ci siamo abbracciati forte". 

I cacciatori si accertano delle sue condizioni psicofisiche e gli offrono qualcosa da bere e da mangiare. C'è però ancora un po' di strada da fare, circa venti minuti a piedi per raggiungere il mezzo che lo trasporterà al pronto soccorso di Vico del Gargano. Sono le due e finalmente Stefano può riabbracciare i suoi affetti più cari (che lo accolgono con lacrime ed applausi liberatori), non prima però di aver immortalato quel momento con una foto ricordo insieme ai quattro 'Cacciatori di Puglia'.

"Li ringrazio di cuore e ringrazio tutti quelli che sono intervenuti e hanno cercato di rintracciarmi. Non mi sono mai sentito abbandonato"

Morale della favola? "Mai avventurarsi da soli in Foresta Umbra"

stefano e i cacciatori-2

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