"Una volta sgomberate da Borgo Mezzanone queste persone dove andranno?"

Il presidente di Arci Comitato Provinciale Foggia: "Preludio al preannunciato sgombero. Ma una volta sgomberate da Borgo Mezzanone, dove andranno? E' arrivato il momento di fare una sintesi e di parlare di persone”

Ruspe in azione

“Sono anni che diciamo a gran voce che il ghetto di Borgo Mezzanone è un luogo ignobile. Un buco nero della civiltà e della democrazia che inghiotte e stritola tutti i suoi abitanti. Noi non facciamo distinzione tra migranti e italiani. Il diritto ad una vita dignitosa appartiene a tutti. Ecco perché quel luogo è una ferita inferta a tutta la società ospitante”. Così il presidente dell’Arci Comitato Provinciale di Foggia, Domenico Rizzi, a margine delle operazioni messo in atto questa mattina, nel ghetto pista della borgata foggiana, dove più di 200 agenti con macchine, elicotteri e ruspe hanno provveduto ad abbattere dei manufatti ritenuti circoli del malaffare: dalla prostituzione allo spaccio di stupefacenti.

“Sono anni che affermiamo che quel posto deve essere abbattuto così come tutti i luoghi di apartheid fisico e simbolico che sorgono nelle nostre città, così come le tante cattedrali nel deserto che sorgono nelle  periferie laddove la vita scorre senza servizi e tutele. Nel ghetto di Borgo Mezzanone non c’è nessun  tipo di tutela. Neanche quella, fondamentale e costituzionalmente garantita,  sanitaria, oggi ostacolata dall’impossibilità delle tante persone che ci vivono di richiedere la residenza dopo il Decreto Salvini”.

“Sono proprio queste condizioni a determinare forti rischi per la salute e l’incolumità delle donne e degli uomini che vi sono stanziati. Sono giorni che ci confrontiamo, sia con le persone che affrontano questi problemi sullo loro pelle sia con i colleghi della carta stampata. Tutti chiedono: cosa accadrà a Borgo Mezzanone?”, continua Rizzi.

“Ciò che stupisce e ci lascia perplessi è che i giornalisti già sapevano da ieri sera del blitz di questa mattina, a differenza di noi rappresentanti del III Settore che lo abbiamo saputo solo oggi. Un fatto molto singolare che ci fa dubitare della reale adeguatezza di questi interventi e ci fa pensare che si tratti solo dell’ennesima trovata mediatica per continuare a strumentalizzare problemi concreti senza costruire una rete di risposte alle esigenze di vita di questi esclusi”.

“L’unica cosa certa è che ciò che accade e che accadrà in quel luogo non riguarda solo chi oggi vive nella pista ma riguarda tutti noi. Quello che sta avvenendo oggi è un preludio al preannunciato sgombero. Ci dice che verrà fatto il prima possibile. E queste persone, una volta sgomberate da Borgo Mezzanone, dove andranno? Che fine faranno? Perché pensiamo sia arrivato il momento di fare una sintesi e di parlare - finalmente - di persone”.

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