Apricena, scoperta una “Santa Barbara” nel divano letto, arrestato pregiudicato

Rinvenute armi da fuoco e da taglio occultate in una masseria in località "Mezzanelle" di proprietà di un 33enne del posto, già pregiudicato e arrestato per detenzione illegale di munizioni e armi clandestine

Conferenza stampa

Armi da fuoco e da taglio, un pugnale e due fucili a canne mozze completi di munizioni: una vera e propria “Santa Barbara” nascosta nel divano letto. E’ quanto scoperto dai carabinieri della Compagnia di San Severo in agro di Apricena, nell’ambito di una serie di azioni finalizzate al rinvenimento dell’arma utilizzata per l’omicidio di Andrea Niro, il 41enne freddato (forse con una pistola a tamburo, di cui però non si ha ancora traccia) lo scorso 27 settembre, in via Principessa Mafalda, ad Apricena.

L’arsenale è stato ritrovato in una masseria in località “Mezzanelle” di proprietà di N.D., 33enne del posto, già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio ed in materia di stupefacenti. L'uomo è stato arrestato per il reato è detenzione illegale di munizioni e armi clandestine.

Nel podere - nascosti nel divano letto ed in una intercapedine ricavata nella struttura muraria del prefabbricato - i militari hanno trovato, nel dettaglio, due fucili a canne mozze calibro 12 (di cui uno di fattura artigianale con una caratteristica impugnatura a pistola), diverse decine di munizioni calibro 12, tra cui alcune caricate “a pallettoni”, sette cartucce calibro 7,65 per pistola, un pugnale e due cartucciere con munizioni.

I due fucili erano avvolti in brandelli di tessuto sui quali sono stati notati due fori simmetrici bruciacchiati che lasciano presupporre una modalità artigianale per silenziarne gli spari. Uno dei due stracci, inoltre, era intriso di una sostanza brunastra che verrà presto analizzata, insieme ai fucili che verranno inviati al Ris di Roma per stabilire eventuali correlazioni con i fatti di sangue avvenuti in passato in zona.

L’accertamento riveste particolare interesse investigativo – spiegano gli inquirenti – “in relazione alla caratura criminale della famiglia dell’arrestato”. Il padre di N.D., infatti fu arrestato nel 1987 per l’omicidio di Bruno Angelo Cursio ed il tentato omicidio del fratello di quest’ultimo, C.A.; il fratello invece, venne arrestato nel 2009 dai carabinieri per reati in materia di armi e stupefacenti, mentre il fratello N.M., insieme allo stesso N.D. (che non fu però destinatario di misure), rientrò nell’indagine “Quasimodo” condotta dalla militari di San Severo nel 2005, nel corso della quale furono arrestate decine di persone tra cui gli apricenesi Giuseppe e Vincenzo Padula responsabili del duplice omicidio, nel novembre 2001, di Matteo e Michele Russo, i cui cadaveri furono ritrovati dopo alcuni mesi della grava di “Zazzano”.

 

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