Indagine sierologica di massa ai Riuniti di Foggia: 61 dipendenti sono entrati a contatto con il virus (meno del 2%)

Tutti i soggetti risultati positivi alle immunoglobuline sono stati sottoposti a tampone. La direzione dell'azienda: "Emerge la corretta individuazione e separazione dei percorsi adottati e dedicati ai pazienti CoViD19 che hanno consentito di tutelare gli operatori sanitari e, quindi, gli altri degenti"

Conclusa l’indagine sierologica per i dipendenti sanitari e non sanitari del Policlinico Riuniti di Foggia, e in fase di chiusura quella relativa al personale delle ditte appaltatrici dei servizi del nosocomio di Foggia, volta a definire la prevalenza dei soggetti positivi alla ricerca di immunoglobuline anti-Covid19 nel siero.

Tale screening consente, infatti, di identificare la presenza di anticorpi IgM e IgG specifici per il CoViD19 ed indicativi di risposta immunitaria ad un eventuale infezione, anche in assenza di segni e sintomi della malattia. L’indagine ha il suo razionale nell’evidenza che gli operatori sanitari rappresentano una popolazione a particolare rischio di contagio rispetto alla popolazione generale. Le altre figure professionali sottoposte a prelievo, quali operatori non sanitari, operatori di ditte appaltatrici di servizi o ditte manutentrici, sebbene non assistano i pazienti, prestano ugualmente la propria attività presso i reparti del Policlinico con mansioni differenti, integrandosi con le attività sanitarie e a supporto delle stesse.

Tale indagine sierologica non può sostituire il significato diagnostico del test molecolare su tampone, tuttavia, può fornire valide informazioni epidemiologiche in merito alla circolazione virale tra i dipendenti sanitari e non sanitari del Policlinico di Foggia, tra il personale delle ditte appaltatrici, consentendo di verificare e valutare l’efficacia delle misure di prevenzione e tutela degli operatori messe in atto da parte dei datori di lavoro. Il modello di studio individuato, tuttavia, trova la sua applicabilità a qualsiasi popolazione di lavoratori: riesce ad definire la prevalenza dell’infezione e, dunque, la diffusione della stessa, e può identificare soggetti ancora infettanti. Infatti, se l’assenza di immunoglobuline specifiche per CoViD19 conferisce l’assoluta certezza che il soggetto non si sia mai infettato, la presenza di IgG o IgM evidenzia una memoria immunitaria e consente, attraverso ulteriori indagini di biologia molecolare, di rilevare l’eventuale presenza di portatori del virus e di intervenire prontamente a tutela della restante popolazione di lavoratori.

I soggetti sottoposti a screening |  L’elenco dei dipendenti sanitari e non sanitari è stato fornito dall’area gestione del personale del Policlinico, comprendente 3747 nominativi; 573, invece, i nominativi di dipendenti di ditte appaltatrici. Il test diagnostico è consistito in un prelievo di sangue venoso, analizzato presso il Laboratorio dell’Uoc di Patologia clinica e afferente al Dipartimento di diagnostica di laboratorio. La scelta del test quantitativo, effettuato con metodica diagnostica Clia, su sangue venoso, è stata dettata dalla maggiore affidabilità diagnostica di quest’ultimo (sensibilità maggiore del 80%, specificità maggiore 92%) rispetto ai test rapidi su goccia di sangue intero (metodi non quantitativi). .

I risultati sono stati interpretati come negativo in caso di valore (AU/mL) inferiore o uguale a 8, dubbio se compreso tra 8 e 12, e positivo se maggiore o uguale a 12. I valori soglia sono stati individuati a seguito di validazione analitica con procedure standardizzate, al fine di ottenere il minor numero di falsi negativi, ovvero soggetti risultati erroneamente negativi alla ricerca delle immunoglobuline ma ancora in grado di infettare. I dosaggi dubbi sono stati trattati come positivi. Nel caso dei dipendenti sanitari o non sanitari dell’azienda, i risultati dell’indagine sierologica sono stati quotidianamente trasmessi dal Laboratorio analisi al medico competente e, quest’ultimo, ha richiamato i soggetti con risultato positivo o dubbio agli anticorpi sottoponendoli, entro 24 ore, a tampone nasofaringeo al fine di escludere la eventuale contagiosità. Il riscontro del tampone è stato fornito in 48 ore. Infine, a seguito di questo primo tampone negativo, a distanza di una settimana, è stato eseguito un secondo, anch’esso refertato entro 48 ore.

Nel periodo compreso tra il 24 aprile e il 20 maggio sono stati sottoposti ad indagine sierologica 3284 dipendenti sanitari e non sanitari del Policlinico, una proporzione pari all’88% del totale. La restante quota di dipendenti si sottoporrà al prelievo al rientro in servizio poiché in malattia o lavoro agile. Due dipendenti hanno formalmente manifestato la mancata volontà di sottoporsi al test sierologico. Nel periodo compreso tra il 13 maggio e il 20 maggio sono stati sottoposti ad indagine sierologica 192 dipendenti di ditte esterne, una proporzione pari al 34% del totale. L’esecuzione dei prelievi è in corso e terminerà, secondo crono programma, il 6 giugno prossimo. Tra i soggetti sottoposti all’indagine sierologica, un numero pari a 61 dipendenti (1,9%) è risultato positivo ad una delle due tipologie di immunoglobuline (IgG o IgM).

La tabella sottostante riassume la distribuzione di esami positivi, dubbi e negativi per tipologia di immunoglobuline.

Immunoglobulina

Solo IgG

Solo IgM

IgG e IgM

Esame positivo

27 (0.8%)

18 (0.5%)

5 (0.2%)

Esame dubbio

6 (0.2%)

10 (0.3%)

//

TOTALE ESAMI

33 (1%)

28 (0.9%)

5(0.2%)

I dosaggi dubbi sono stati trattati come positivi. Tutti i soggetti positivi alle immunoglobuline sono stati sottoposti a successivo tampone nasofaringeo, risultato negativo. Si prevede di ripetere la medesima indagine a 60 gg dalla prima. Tra i soggetti sottoposti all’indagine sierologica, un numero pari a 5 dipendenti di ditte esterne (pari al 2,6%) è risultato positivo ad una delle due tipologie di immunoglobuline (IgG o IgM), La tabella sottostante riassume la distribuzione di test positivi e dubbi per tipologia di immunoglobuline, riscontrate fino alla data del 20 maggio.

Immunoglobuline

Solo IgG

Solo IgM

IgG e IgM

positivo

5

0

0

dubbio

0

1

//

TOTALE

5

1

0

I dosaggi dubbi sono stati trattati come positivi. Tutti i soggetti positivi alle immunoglobuline sono stati sottoposti a successivo doppio tampone nasofaringeo, risultato negativo. Si prevede di ripetere la medesima indagine a 60 gg dalla prima.

Al termine dello screening, si evidenzia "l’elevata compliance da parte del personale del Policlinico di Foggia all’indagine sierologica condotta. Tale adesione ha consentito di ottenere informazioni utili in merito alla circolazione virale da CoViD19 presso il Policlinico e, dunque, in merito alla sorveglianza sanitaria dei dipendenti", spiegano dall'azienda ospedaliera. "Ha consentito, inoltre, di confrontare la prevalenza dell’infezione tra i dipendenti del Policlinico di Foggia con quella di altre realtà sanitarie nazionali. Infatti, una analoga indagine condotta nella Regione Lombardia ha evidenziato tra gli operatori sanitari una prevalenza media di soggetti positivi pari al 13,6%, valore nettamente superiore rispetto al 1,9% riscontrato presso il Policlinico di Foggia".

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"La distribuzione di casi positivi alle immunoglobuline nelle differenti Unità operative non mostra particolari differenze. Emerge, pertanto, la corretta individuazione e separazione dei percorsi adottati e dedicati ai pazienti CoViD19 che hanno consentito di tutelare gli operatori sanitari e, quindi, gli altri degenti. È di tutta evidenza che la assenza di particolari differenze nella distribuzione dei soggetti positivi alle immunoglobuline specifiche per il CoViD19 nelle Unità Operative che hanno assistito tale tipologia di pazienti è esaustivo di una corretta distribuzione nonché utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, secondo quanto individuato dalla normativa vigente".

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