Strage di San Marco in Lamis: "c'è un difetto di notifica", rinviata la prima udienza del processo a Caterino

L'uomo è ritenuto dagli inquirenti il presunto 'basista' della strage. Prossimo appuntamento in Corte d’Assise di Foggia il 15 luglio. Pronti 17 soggetti come parte civile; a questi, si aggiungeranno i familiari delle vittime ed il Comune di San Marco in Lamis

Immagine di repertorio

Per le vedove dei fratelli Luciani, la data di oggi, 10 giugno 2019, era una di quelle da "segnare in rosso sul calendario", in positivo e in negativo. Non avevano nascosto, infatti, la loro irrequietezza, al riguardo, nel corso dell’ultimo incontro pubblico, tenuto a Foggia, nel chiostro di Santa Chiara.

La data, nella quale era fissata la prima udienza del processo a carico di Giovanni Caterino, presunto basista della strage di San Marco in Lamis, rappresentava da una parte il primo passo del percorso verso quella verità e quella giustizia tanto desiderata; dall’altra parte, l’inizio di momenti difficili, in cui si sarebbero rivissuti - attraverso racconti, prove tecniche ed ipotesi investigative - i momenti che hanno portato alla morte dei fratelli Luigi e Aurelio Luciani, assassinati nella mattina del 9 agosto del 2017 dopo l’esecuzione del boss di Manfredonia Mario Luciano Romito e del cognato e autista Matteo De Palma.

A questi sentimenti contrastati, si aggiunge la delusione per un nulla di fatto. Perché l’udienza prevista per oggi è stata rinviata al 15 luglio. Tutto ciò a causa di un “di un difetto di notifica” per uno dei due difensori dell’imputato, che ha portato allo slittamento della prima udienza del processo che verrà celebrato in Corte d’Assise di Foggia. Oggi erano già pronti 17 soggetti come parte civile; a questi, si aggiungeranno il prossimo 15 luglio i familiari delle vittime ed il Comune di San Marco in Lamis.

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