Estorsione da 200mila euro, chieste condanne per 56 anni a Moretti & Co e due rinvii a giudizio

E’ quanto chiesto dal pm della DDA di Bari, Federico Perrone Capano, nel corso dell’udienza tenuta nell’aula bunker di Bitonto, dinanzi al gup Annachiara Mastrorilli. I sette imputati si dicono innocenti

Cinque condanne per complessivi 56 anni di reclusione e due rinvii a giudizio per 7 imputati, tra i quali il capoclan Rocco Moretti. E’ quanto chiesto dal pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, Federico Perrone Capano, nel corso dell’udienza tenuta nell’aula bunker di Bitonto, alla presenza del gup di Bari Annachiara Mastrorilli.

Le accuse, a vario titolo, sono pesanti: estorsione e tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso, ai danni di un imprenditore, al quale era stata imposta una tangente da 200mila euro per non essersi astenuto dall’acquisto di terreni comunali a Borgo Incoronata, oltre all’imposizione, sempre a titolo “risarcitorio”, di assumere due imputati quali dipendenti (una avvenuta, l’altra no). Nel dettaglio, tenuto conto della riduzione di un terzo della pena dovuta alla scelta del rito abbreviato, sono stati chiesti 12 anni per Rocco Moretti, detenuto per questa vicenda dal 9 ottobre 2017 e ritenuto il mandante della tentata estorsione.

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Stessa condanna richiesta anche per i sanseveresi Giuseppe Vincenzo La Piccirella di 61 anni, ritenuto il referente di Moretti su San Severo, e Carmine Delli Calici di 44 anni. Chiesti ancora 10 anni di reclusione per Domenico Valentini, 46 anni, foggiano, ai domiciliari per questa vicenda e ritenuto uno degli emissari di Moretti e per Nicola Paradiso, 39enne di Torremaggiore. Richiesta di rinvio a giudizio invece per il foggiano Marco Lombardi di 42 anni, ritenuto legato al clan Sinesi-Francavilla rivale del gruppo Moretti, e Giovanni Putignano, 41 anni, di Torremaggiore. Tutti e 7 gli imputati si dicono innocenti e torneranno davanti dal giudice a metà maggio; i rispettivi difensori ne chiedono l’assoluzione o il proscioglimento. Tra due mesi, il giudice potrebbe già emettere la sentenza di primo grado per gli imputati processati con rito abbreviato.

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