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Foggiani pronti a ritornare a messa. "Per noi è motivo di gioia e preoccupazione". E don Giulio spiega le nuove regole

La fase due del lockdown prevede la ripartenza delle messe, ma con le dovute restrizioni per mantenere livelli e distanze di sicurezza.

 

Anche i fedeli avranno la possibilità di ritornare a pregare. Dal 18 maggio, infatti, riprenderanno le funzioni in chiesa ma con le dovute precauzioni e misure di sicurezza. 

Don Giulio Dal Maso, parroco della chiesa San Francesco Saverio, spiega ai microfoni di FoggiaToday quali saranno le regole da rispettare.

Innanzitutto il numero dei fedeli che potranno accedervi sarà circa di un terzo rispetto alla reale capienza, quindi "in una chiesa come la nostra, già piccola di suo, si passerà da 160 a 50 fedeli per volta", spiega don Giulio: "La riapertura per noi è motivo di gioia ma anche di preoccupazione perché dobbiamo essere attenti alla salute dei nostri fratelli e sorelle"

Verrà organizzato un servizo d'ordine che curerà gli ingressi e le uscite, nonché la sorveglianza durante le celebrazioni.

La comunione verrà dispensata ai presenti direttamente al banco, così da scongiurare file e assembramenti. Abolito momentaneamente lo scambio della pace e ogni altro tipo di contatto fisico, come anche la questua. 

In un banco che potrebbe ospitare quattro persone, se ne potranno sedere massimo due, numero che può anche aumentare se ci sono componenti di nuclei familiari che vivono nello stesso appartamento.

In chiesa si potrà accedere solo se provvisti di mascherina e guanti. Quindi, come ogni altro posto pubblico che prevede inevitabilmente una aggregazione, le regole da rispettare ci saranno anche per le messe, senza alcuna eccezione. 

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