Dipendente comunale arrestato per assenteismo. Parla l'avvocato: "Dimostrerà sue ragioni"

L'avvocato Dionigi Neri: "Il mio assistito non era presente sul posto di lavoro, ma avrà modo di dimostrare le sue ragioni, che in questo momento storico paiono essere messe in secondo piano dai media locali, provinciali e regionali”

L'avv. Dionigi Neri

Il caso dell’operatore del verde di San Paolo di Civitate, accusato di assenteismo, ha suscitato molto clamore e altrettante polemiche. Ma, a seguito dell’arresto operato dai carabinieri della locale stazione insiema alla polizia municipale del comune dell’alto Tavoliere, arriva la versione dei fatti fornita dal 63enne Giovanni Caso, per il tramite del suo legale difensore, l’avv. Dionigi Neri, che precisa: “La misura cautelare inflitta è da intendersi “cautelativa” in quanto, ancora, non vi è stato l’accertamento della penale responsabilità dello stesso. Per di più - aggiunge il legale - venerdì 13 si terrà presso l’aula gip del Tribunale di Foggia l’interrogatorio di garanzia volto ad escutere il dipendente comunale sui fatti oggetto delle indagini preliminari e, di conseguenza, a valutare la necessità di confermare, modificare o revocare la misura cautelare degli arresti domiciliari”.

IL VIDEO CHE HA INCASTRATO IL DIPENDENTE COMUNALE

L'avvocato precisa: "L’assistito è in possesso di una documentazione rilasciata direttamente dal Comune di San Paolo di Civitate, datata 22 marzo 2012, con la quale lo si autorizzava a recarsi presso la sua abitazione per usufruire dei servizi igienico-sanitari. Tale autorizzazione non venne mai revocata o, se si vuole, sostituita nel corso degli anni”.

E aggiunge: "Si evidenzia che l’assistito è stato dichiarato “idoneo con limitazioni alla mansione specifica” a svolgere le attività assegnate dal Comune di San Paolo di Civitate fin dal  24 marzo 2015 e, pur essendo stata portata a conoscenza dell’amministrazione Comunale dapprima con deposito informale direttamente dal Caso e poi con mia memoria difensive relativa ad altro procedimento disciplinare (prot. N. 0002927 del 25-5-15), non si è preso nessun provvedimento”.

Conclude l'avv. Dionigi Neri: “Detto questo, se è vero che il dipendente comunale nelle date indicate dal gip del Tribunale di Foggia nella ordinanza che ha disposto cautelativamente la misura degli arresti domiciliari non era presente sul posto di lavoro (villa comunale), lo stesso avrà modo di dimostrare nelle sede opportune le sue ragioni che in questo momento storico paiono essere messe in secondo piano dai media locali, provinciali e regionali”.

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