Quella foggiana è la 'Quarta Mafia': consorterie criminali agiscono in un contesto ambientale violento e omertoso

Un quadro che si presenta complesso ed "estremamente fluido": le consorterie criminali sono pronte ad unirsi e a collaborare pur di raggiungere un risultato; operano in un "contesto ambientale omertoso e violento"

L'uccisione di Romito Foto ANSA/FRANCO CAUTILLO

E’ la provincia di Foggia, con le sue diverse espressioni mafiose, la realtà che desta maggiori preoccupazioni nello scenario criminale pugliese, pure insanguinato da organizzazioni ‘storiche’ quali la Sacra Corona Unita e i clan della mala barese. Per gli investigatori della DIA, la Direzione Investigativa Antimafia, però, sono le mafie foggiane - con le loro diverse nature e interessi dal Tavoliere al Gargano - la vera emergenza, così come stigmatizzato nella relazione semestrale luglio – dicembre 2017: "E’ la Quarta Mafia", si legge nel documento inviato al Parlamento.

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Scompaginamento delle consorterie

L'attività di contrasto condotta da Magistratura e Forze di Polizia ha prodotto, nel tempo, un vero e proprio scompaginamento delle originarie consorterie, con il conseguente azzeramento, in taluni casi, dei vertici storici della criminalità pugliese. Tale processo, privando di fatto molti sodalizi di quei punti di riferimento che fungevano da veri e propri “centri di aggregazione”, ha prodotto, per un verso la frammentazione sul territorio dei clan un tempo egemoni, per l’altro, l’emergere, sulla scena criminale, di giovani leve, tendenzialmente riottose a qualsivoglia “schema” strutturale di tipo convenzionale ed alla ricerca di autonomi spazi operativi. “Gli aggregati criminali della provincia di Foggia, fortemente parcellizzati e spesso antagonisti, pur soffrendo la forte azione di contrasto giudiziario, si mantengono vitali e pronti a nuove sfide affaristiche anche in contesti internazionali, dove si impongono con rinnovata autorevolezza criminale. Diversa genesi e, se si vuole, diverso approccio agli affari illeciti presentano i gruppi criminali operanti nella provincia di Barletta-Andria-Trani, direttamente collegate con le consorterie attive nella piana di Cerignola. Per esempio nell’approvvigionamento di stupefacenti ed armi, come dimostrano i ripetuti sequestri di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti lungo le coste della provincia foggiana”.

Uno scenario fluido e un clima omertoso

In assenza di una struttura gerarchicamente organizzata, collaborano, all’occorrenza, con altre consorterie criminali operanti nell’area nord del territorio regionale. “Il quadro criminale della provincia di Foggia, da sempre frastagliato in diverse forme di criminalità (capoluogo di provincia, Gargano, alto e basso Tavoliere), oggi si presenta più complesso ed instabile. Infatti, pur di consolidare la propria autonoma operatività nei territori di riferimento e raggiungere una gestione monopolistica di alcune attività illecite, i clan risultano sempre più proiettati verso convergenze ed alleanze con gruppi di diversa provenienza, rendendo lo scenario altamente fluido”. Il forte radicamento delle consorterie sul territorio favorisce un contesto ambientale omertoso e violento (in primo luogo determinato dalla matrice di familiarità che contraddistingue gran parte dei clan, in particolar modo dell’area garganica), che si manifesta con danneggiamenti e atti intimidatori ai danni di operatori del commercio, dell’edilizia, del turismo e dell’agricoltura, settori trainanti dell’economia del territorio.

Giovani leve "ponte" tra crimine comune e organizzato

Gli altri punti di forza per i sodalizi si rinvengono nel cospicuo numero di giovani leve, nella crescente commistione tra criminalità comune e organizzata e, non ultima, nella elevata disponibilità di armi. È in questo quadro complesso che va ricercata la chiave di lettura di molti degli episodi di sangue che, nel periodo in esame, hanno vessato la provincia di Foggia, creando uno stato di emergenza riconosciuto come una “priorità nazionale” in sede di Comitato Nazionale per l’Ordine e Sicurezza Pubblica. L’alto consesso si è riunito presso la Prefettura di Foggia, una prima volta il 10 agosto 2017, all’indomani della strage di San Marco in Lamis, e poi il 9 ottobre 2017521. Il 15 settembre 2017 è stata la volta di una delegazione della VI Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura che, recatasi presso il Tribunale di Foggia, ha condiviso lo sforzo posto in essere dalle Istituzioni giudiziarie al fine di contrastare il grave fenomeno mafioso definito da più parti “Quarta Mafia”.

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