Professionisti dal cuore d'oro si sporcano le mani per amore del Gargano: "Con pale e sacchetti ripuliamo la nostra terra"

La neonata associazione "Pulizia e Protezione Costa Garganica" in un mese ha liberato la 'grotta dei pipistrelli' da montagne di plastica. "Ci sono altri siti da ripulire, ma abbiamo bisogno di fondi per acquistare mezzi più consoni"

I professionisti all'opera

Una terra amata, frequentatissima, meta turistica tra le più apprezzate della Puglia e dell'intera Penisola. Ma è anche una terra ferita, maltrattata, abusata da gente povera di amor proprio, che non conosce il rispetto per il bene comune. Il Gargano resta uno dei tesori più preziosi della Capitanata, seppur con le sue problematiche. Per questo c'è chi si adopera per preservarne la bellezza. È il caso dell'associazione Pulizia e Protezione Costa Garganica: nata da poco (il 1° giugno scorso) si propone come obiettivo quello di setacciare tutti quei siti dell'intero territorio garganico ricoperti dai rifiuti e di bonificarli. 

"Siamo un gruppo di professionisti, nella nostra associazione c'è un primario di oculistica, un ortopedico, un paio di avvocati - racconta l'ingegnere Oscar Carrara, presidente dell'associazione - e siamo soliti frequentare la costa. Ci siamo resi conto che il Gargano, pur essendo bellissimo, tanto pulito non è". 

E quindi, armati di buste, pale e tanta volontà, i membri dell'associazione si sono adoperati, a partire dalla prima metà di luglio, per liberare la "grotta dei pipistrelli" dalla plastica accumulata. "Abbiamo individuato una grotta nei pressi di Pizzomunno, si presentava piuttosto sporca. Man mano che liberavamo l'area dalla plastica abbiamo notato che alla fine della grotta vi era una piccola insenatura che introduceva a un'altra meravigliosa grotta. Le maree avevano costruito una specie di discarica". 

"Abbiamo impiegato oltre un mese per bonificare la zona, che ora è completamente pulita", spiega Carrara, che non nasconde le difficoltà incontrate: "I rifiuti erano per lo più costituiti da polistirolo. Ma in molti punti si era sbriciolato e amalgamato alla sabbia, costringendo a rimuovere il tutto e a riempire sacchi piuttosto pesanti per evitare che le maree potessero riportare il polistirolo in mare e diventare cibo per i pesci. Trasportarli non è stato semplice per via degli spazi angusti in cui abbiamo operato. Nel giro di un mese abbiamo raccolto tra i 400 e i 500 sacchi". 

Un lavoro dispendioso, ma fatto con grande passione. L'associazione vorrebbe dare continuità, "ma abbiamo bisogno di contributi. Il nostro obiettivo è acquistare una imbarcazione specifica, una chiatta accessoriata, dotata di gru, di un sistema per lo stoccaggio dei rifiuti solidi e liquidi, con estintore da usare in caso di incendio. Un mezzo che potrebbe poi essere fruito dai comuni del territorio garganico". 

Ma l'imbarcazione ha costi piuttosto onerosi: "Servono 350mila euro. Per questo ci affidiamo ai privati e alle istituzioni affinché ci diano una mano. Fino a oggi abbiamo lavorato affidandoci esclusivamente a gambe, mani e buste di plastica. Ma per proseguire il lavoro su altri siti già individuati, c'è bisogno di mezzi specifici, anche perché non tutte le zone sono raggiungibili a piedi", precisa Carrara. 

Qualche risposta a livello istituzionale è già arrivata: "Abbiamo parlato con il vicepresidente della Regione, che ha apprezzato la nostra iniziativa e ci ha garantito il patrocinio per la prossima tappa". È già un buon inizio: "Quello che vediamo è solo la punta dell'iceberg. Solo il 6% della plastica finisce in spiaggia, o galleggia sulla superficio del mare. Il resto affonda sui fondali marini. Dobbiamo agire in fretta, non c'è più tempo". 

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