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"Grande tr**a": dopo la morte del gatto, animalisti a Lucera si scagliano contro esercente. Ma una testimone: "Grande equivoco"

Ci sarebbe un travisamento dei fatti. Così Mariangela Morelli a Foggiatoday racconta "cosa ha visto" quel 19 dicembre nei pressi di 'Clothier Rosy Boutique", scagionando la proprietaria. Che ora si prepara alla battaglia giudiziaria. Ieri negozio chiuso in contemporanea al sit in di protesta organizzato dagli animalisti

 

Avevano preannunciato una manifestazione pacifica in piazza Matteotti ma gli insulti non sono mancati. Ne sono giunti anche di pesanti all'indirizzo della proprietaria di 'Clothier Rosy Boutique', il negozio incriminato della morte del gatto ucciso a bastonate lo scorso 19 dicembre. Guidati da Walter Caporale, presidente dell'associazione Animalisti Italiani, una quarantina di attivisti si sono riuniti in piazza Matteotti per denunciare la violenza occorsa al povero animale, portandosi anche davanti al negozio preso di mira che, logicamente, era chiuso. La proprietaria ha fatto già sapere che denuncerà tutti coloro che l'hanno minacciata ed insultata: stando al racconto di Mariangela Morelli, infatti, testimone oculare del drammatico fatto, la proprietaria di 'Clothier Rosy Boutique' la si starebbe accusando ingiustamente. Mariangela si è portata in piazza Matteotti ieri, parla di grande "equivoco", di "travisamento", ma ad ascoltare la sua versione non c'era nessuno. 

Se così fosse, se l'equivoco si starebbe consumando (grande, tragico, con tutte le conseguenze che sta arrecando con sè alla proprietaria dela boutique), sarebbe il secondo dopo quello capitato ad un'altra esercente, la proprietaria di un altro negozio, 'Rosy Boutique', presa di mira nei giorni scorsi ed in queste ore con insulti e minacce di morte per avere un'unica colpa: il nome del suo negozio è più o meno simile a quello del negozio incriminato. 

Il sindaco Antonio Tutolo non si è presentato al sit in, nonostante l'invito esplicito della Protezione Animali: "Non partecipo a una manifestazione i cui organizzatori non hanno preso alcuna distanza dalle minacce di morte, dagli insulti, dalle maledizioni che hanno colpito non solo la mia persona- - ha fatto sapere a mezzo Facebook-.. Con coloro che Hanno reso un inferno la Vita di una famiglia la cui unica colpa è stata quella di avere un negozio con il nome simile a quello del negozio dove sarebbe avvenuto l'episodio. Non ho nulla da spartire con costoro" ha tuonato, riferendosi a quanto starebbe patendo la proprietaria di 'Rosy Boutique'.

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