Mafia foggiana davanti ai giudici: decine di imprenditori taglieggiati, parti civili in aumento nel processo 'Decima Azione'

Prima udienza fissata al 26 novembre. Costituite parti civili l'associazione 'Panunzio' e Confindustria Puglia e Foggia, che si aggiungono a Regione Puglia, alla Federazione Antiracket di Tano Grasso e al Comune di Foggia

L'udienza, foto di Roberto D'Agostino

È iniziato questa mattina, al Tribunale di Foggia, il processo con rito ordinario per quattro degli imputati del processo alla mafia foggiana, scaturito dall'operazione capitale 'Decima Azione'.

Si tratta di Giuseppe Spiritoso e suo figlio Lorenzo, Giuseppe Albanese e Fabio Tizzano (collegati in videoconferenza in aula), accusati a vario titolo di mafia, estorsioni e tentato omicidio. Prima udienza fissata al 26 novembre.

Questa mattina, si sono costituite come parti civili nel processo l'associazione 'Panunzio' e Confindustria Puglia e Foggia, che si vanno ad aggiungere alla Regione Puglia, alla Federazione Antiracket FAI di Tano Grasso e al Comune di Foggia, realtà già costituite davanti al Gup di Bari. Nessuna delle vittima si è costituita contro i presunti estorsori.

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Mafia foggiana: imprenditori taglieggiati assenti

Gli altri 25 imputati - tra cui i capi clan delle batterie foggiane, Rocco Moretti, Vito Bruno Lanza e Roberto Sinesi -, infatti, hanno scelto ed ottenuto di essere giudicati con rito abbreviato (che comporta lo sconto di un terzo della pena) davanti al gup di Bari, Giovanni Anglana. Arrestati nella notte del 30 novembre 2018 nel giro di otto minuti, grazie alla sinergia e al lavoro della 'Squadra Stato', i 29 imputati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsioni e rapine aggravate, detenzione illegale di armi e tentato omicidio.

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