Poliziotto accompagna detenuto in stanza, che all'improvviso gli sferra un pugno alla tempia. Il Sappe: "Fuori da qui"

Lo riporta il Sappe, che si lascia andare a dichiarazioni molto forti, che hanno indignato in molti: "Ancora aggressioni, non solo a Foggia ma in tutta Italia, da parte di questi 'disperati' che giungono nella nostra nazione solo con uno scopo, quello di delinquere"

Immagine di repertorio

Ancora violenza nel carcere di Foggia, a farne le spese è ancora una volta un poliziotto. E' quanto accaduto nel pomeriggio di ieri, 10 luglio, quando intorno alle 16, un giovane di 27 anni del Mali, arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravata  e danneggiamento, appellante con un fine pena dicembre 2019, mentre veniva accompagnato nella propria stanza, senza alcun motivo, sferrava un pugno alla tempia del poliziotto facendolo cadere per terra.

Portato al pronto soccorso dell’ospedale, il poliziotto veniva giudicato guaribile in 7 giorni, ma nello stesso tempo veniva sottoposto ad ulteriori accertamenti alla testa. Lo riporta il Sappe, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che si lascia andare a dichiarazioni molto forti, tanto da indignare numerose persone. "Purtroppo questo episodio non fa altro che allungare la catena di aggressioni nei confronti dei poliziotti non solo a Foggia ma in tutta Italia da parte di questi “disperati”, che giungono nella nostra nazione solo con uno scopo, quello di delinquere", afferma in una nota stampa il sindacato, che "da tempo chiede che questi detenuti debbono essere messi sul primo aereo (o su un barcone) e rispediti nel paese di origine con o senza accordi bilaterali".

"Ormai la popolazione detenuta straniera supera le 20.000 e si si rispedissero una buona parte di queste persone nei loro paesi di origine, non ci sarebbe bisogno di costruire nuove carceri e sicuramente diminuirebbero gli episodi di violenza nelle carceri italiane. Peraltro la prepotenza, l’arroganza, l’insofferenza di questi detenuti al rispetto delle norme che regolano la vita all’interno delle carceri, diventa sempre più evidente e preoccupante poiché non hanno nulla da perdere, e nonostante ciò non si prendono provvedimenti. Proprio per questo il Sappe con l’aiuto del proprio studio legale sta approntando delle cause di risarcimento contro l’amministrazione penitenziaria poiché non viene più garantita sicurezza ai poliziotti con conseguenze gravi sulla loro incolumità".

"Purtroppo i detenuti diventano sempre più violenti per motivi ben precisi tra cui la cronica carenza di personale di polizia penitenziaria che a Foggia supera almeno le  70 unità. Il SAPPE chiede nuovamente che anche ai poliziotti penitenziari, così come alle forze dell’ordine, vengano date in dotazioni gli spray urticanti o i taser (le pistole elettriche) sia come deterrente, sia per potersi difendere dalle aggressioni che ogni giorno che passa diventano sempre più numerose e violente".

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