La vita di Pierpaolo è appesa a un filo, ha bisogno di una terapia molto costosa . La moglie Daniela: "Aiutateci"

La storia di Pierpaolo Piras, cagliaritano residente a San Paolo di Civitate sta facendo il giro del web. La cura, che andrebbe fatta all'estero, si aggira intorno ai 520mila dollari. L'appello della moglie Daniela e la raccolta fondi

Nel mese di febbraio ha scoperto di avere un tumore sviluppato in una delle forme più aggressive e non responsive alle chemioterapie alle quali si è sottoposto in questi ultimi otto mesi. Oggi la moglie di Pierpaolo, 42 anni nato a Cagliari in Sardegna ma dal 2005 residente a San Paolo di Civitate, tramite una raccolta fondi chiede un sostegno per il marito affetto da una forma di linfoma non-Hodgkin refrattario, chiamato Dlbcl (linfoma diffuso a grandi cellule B), tumore del sangue inoperabile, che gli sta impedendo di poter portare avanti la sua normale vita e la sua professione ma, cosa ancor più triste, che lo sta tenendo lontano dall’affetto e dall'amore dei suoi figli e della moglie durante i cicli di chemioterapia.

Scrive Daniela che il marito è stato trattato con più cicli chemioterapici secondo le indicazioni dei protocolli medici nazionali. È stato trattato anche con una terapia sperimentale attraverso il farmaco "Polatuzumab" arrivato direttamente dagli Stati Uniti, "ma purtroppo nessuna cura fino ad oggi ha sortito l’effetto che speravamo. Pierpaolo è un paziente refrattario, vuol dire che il suo male è stato resistente  a tutti i trattamenti fino ad ora eseguiti".

E ancora, scrive, "in questi duri mesi Pierpaolo non ha mollato. Ha affrontato con molto coraggio e fatica le cure che gli sono state somministrate, senza mai abbandonare per quanto possibile il percorso di crescita dei suoi due figli e senza tralasciare gli impegni professionali che inevitabilmente ha dovuto drasticamente ridurre. In questi giorni Pierpaolo affronta l’autotrapianto di cellule staminali, nella speranza che questo ulteriore percorso possa almeno rallentare l’avanzare della malattia, e lo possa portare in breve tempo ad affrontare quella cura che alla luce degli ultimi sviluppi scientifici è indicata come l’unica in grado di poterlo guarire:  Cart -T."

La Car-T consiste in un complesso procedimento in cui alcune cellule del sistema immunitario vengono prelevate dal paziente, geneticamente modificate in laboratorio per poter riconoscere le cellule tumorali e poi re-infuse nello stesso paziente.

Oggi l'ultima possibilità di cura è una terapia molto costosa che non è disponibile per lui in Italia. Pierpaolo è stato indicato come un paziente non ottimale, dal Sistema Sanitario Italiano, per l’uso delle Cart-T, in quanto solo pochissimi casi possono essere trattati, principalmente pediatrici, non dando garanzie sui tempi e i modi con i quali si potrà accedere alle lunghissime liste di attesa.

L’unica prospettiva per Pierpaolo al momento è andare all’estero: l’ospedale Saint Louis di Parigi e lo Sheba Medical Center di Tel Aviv  hanno già dato il loro parere favorevole alla cura con cart-T. Questa terapia è purtroppo solo a pagamento. Per quanto la famiglia darà fondo a tutte le sue disponibilità economiche, non potrà far fronte al costo di questa avveniristica terapia, che si aggirerà intorno ai 520.000 dollari/euro. "Proprio per questo l’unica possibilità è quella di chiedere un aiuto a tutti, in modo tale che anche con un piccolo contributo a persona si possa raggiungere quanto necessario per salvare Pierpaolo"

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