Strade pericolose, comuni isolati e penalizzati: “Qui si rischia la vita ogni giorno”

La petizione lanciata cu change.org in merito alle disastrose condizioni in cui versano le Bradanica 665 nel tratto che collega Foggia allo svincolo di Melfi e la provinciale 99 per Rocchetta Sant'Antonio

Le condizioni della strada

Saranno inviati ad Anas, Regione Puglia e Provincia di Foggia i risultati della petizione sulle condizioni della Bradanica 665 e della strada provinciale 99, lanciata ieri su change.org: “Sono ormai passati anni, o meglio, lustri da quando le popolazioni a cavallo di Puglia, Basilicata e Campania si ritrovano letteralmente a rischiare la propria vita, mettendosi in viaggio sulle strade in oggetto. Nella totale indifferenza di Anas, Regione Puglia e Provincia di Foggia, dopo innumerevoli segnalazioni denunciate anche da ‘Striscia La Notizia’, emittenti locali, lettere al ministero dei Trasporti in persona del ministro Graziano Del Rio, lettere al Prefetto e alla Provincia, ad oggi la situazione è drammatica”.

Il tratto di strada da Foggia fino allo svincolo per la Fiat di Melfi, in entrambe le carreggiate e l’arteria che collega Candela a Rocchetta Sant’Antonio sono “impercorribili”. Nella petizione viene altresì evidenziata la “vergognosa chiusura della strada provinciale 98 bis che collega Rocchetta Scalo al comune, dove sono ubicate le aziende agricole”

Si legge: “La ‘superstrada’ SS Bradanica presenta tratti in cui il limite di velocità è stato ridotto a 60km/h mentre il traffico intenso dovuto all’indotto FIAT di Melfi e il continuo percorrere di mezzi pesanti, di concerto alle avverse condizioni metereologiche, hanno reso il manto stradale impercorribile, pericolosissimo e indecoroso”

Infatti, “comuni come Ascoli Satriano, Deliceto, Rocchetta Sant’Antonio, Candela e tanti altri, che non hanno un ospedale o presentano numerosissimi studenti pendolari verso Foggia, sono fortemente penalizzati da questa situazione indegna. I cittadini rischiano di rimanere isolati e non poter beneficiare dei diritti alla sicurezza, allo studio e alle cure”.

E ancora: “Numerosissimi sono i pendolari che dal capoluogo dauno e dai comuni suddetti, invece, sono costretti a viaggiare verso il polo industriale di Melfi percorrendo una strada che ormai è un attentato quotidiano alla vita degli automobilisti. Facciamo una piccola riflessione, senza divagare, sul fatto di come non si comprenda come in un paese civile si trovino miliardi per salvare banche, costruire TAV per trasporto merci, organizzare fiere internazionali, realizzare progetti pericolosi come il Mose e si neghino i servizi basilari in zone già pesantemente svantaggiate da un punto di vista occupazionale e geografico”.

Si legge nella petizione che conta già centinaia di iscritti: “Non solo, a cavallo di questa strada indecente, si trova il casello autostradale di Candela. In casi di interruzione nel tratto autostradale tra Lacedonia e, per l’appunto, Candela, spesso il traffico viene dirottato sulla SP 99, unica strada d’accesso al comune di Rocchetta che per usare un eufemismo, è ridotta a peggio di un tratturo. Limite a 20km/h, divieto di circolazione di mezzi pesanti, cunette inesistenti, segnaletica verticale inesistente, segnaletica orizzontale inesistente, buche ovunque, frane e smottamenti presenti in molti punti, abbandono totale da parte della Provincia di Foggia, zero controlli sul rispetto delle distanze per alcuni agricoltori che seminano a ridosso del ‘tratturo’, corsi d’acqua incessanti che attraversano la carreggiata, nessuna illuminazione”.

In particolare “in caso di pioggia l’intera carreggiata della SS 655, nel tratto che va da Candela verso Foggia, si allaga totalmente, presenta manto scivoloso, smottamenti e buche. Meno critica è la situazione da Foggia verso Candela. Vergognoso e impercorribile è invece il tratto della stessa strada che va da Candela (ove è ubicato anche il casello autostradale) verso Melfi (unica carreggiata). La SP 99, invece, praticamente non esiste più…

La lettera si conclude così: “Stanchi di dover rischiare la vita ogni giorno mettendo a rischio anche la vita dei nostri figli, stanchi di dover pagare tasse a vuoto, stanchi di essere presi in giro ed essere vittime di meccanismi burocratici, indignati dal fatto che si sprechino risorse per opere non prioritarie mentre si chiede la questua con gli sms per aiutare le vittime del terremoto del Centro Italia; stanchi di tutto questo, chiediamo che si indaghi sullo scenario della viabilità de quo, si risolvano presto queste criticità indegne e ci si riconosca il diritto ad un’esistenza sicura prima che, dopo l’ennesima denuncia, si verifichino gravi incidenti imputabili a questa situazione indecorosa sotto gli occhi di tutti”.

LA PETIZIONE SU CHANGE.ORG

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