Omicidio 34enne, due medici finiscono sotto indagine: "Non dovevano rilasciare certificati per il porto d'armi"

L'avvocato della famiglia della vittima, Michele Sodrio: "Sono convinto che quei due medici debbano rispondere alla Giustizia per le loro gravissime negligenze: non si può permettere ad un soggetto gravemente squilibrato come il Marano di avere un regolare porto d'armi"

Omicidio Yenatiuk, il Gip ordina la prosecuzione delle indagini contro due medici. La Procura di Foggia - PM Galli aveva chiesto l'archiviazione per i due medici denunciati dalla famiglia della vittima, per concorso colposo nell'omicidio volontario del giovane ucraino di 28 anni Vasyl Yenatiuk, avvenuto ad Ascoli Satriano nella notte tra il 7 e l'8 agosto 2018. L'autore materiale del gesto fu il 62enne agricoltore in pensione Giuseppe Rosario Marano, già condannato a 10 anni e 6 mesi di reclusione con sentenza del 2 dicembre 2019 (è stato riconosciuto parzialmente incapace di intendere e volere).

Quella notte Marano uccise senza alcuna ragione il giovane ucraino, figlio della sua convivente e cercò di uccidere anche quest'ultima, ferendola con diversi colpi di pistola. Per i familiari della vittima (moglie e figlio di 9 anni, madre e cinque fratelli) Marano non avrebbe mai dovuto avere il vero e proprio arsenale di armi che deteneva in casa, tra le quali la Beretta calibro 22 con la quale commise l'omicidio. Nonostante i gravissimi problemi psichiatrici e di alcolismo che l'assassino aveva da anni, i due indagati (il medico curante di Ascoli Satriano e un medico specialista del policlinico militare di Roma), nel novembre del 2015 avevano rilasciato due diversi certificati, nei quali attestavano che Marano fosse perfettamente normale.

Solo così l'assassino ottenne la restituzione del porto d'armi, che gli era stato revocato in precedenza. Per i familiari quei due medici furono negligenti e superficiali, venendo meno ai loro doveri di verifica e controllo delle condizioni psico-fisiche dell'omicida e sempre secondo la famiglia Yenatiuk non vi sarebbe stato alcun delitto se il Marano non avesse avuto il porto d'armi. "Siamo ovviamente soddisfatti che il GIP abbia rigettato la richiesta di archiviazione della Procura", spiega il legale della famiglia Yenatiuk, l'avv. Michele Sodrio.

"Sono convinto che quei due medici debbano rispondere alla Giustizia per le loro gravissime negligenze, non si può permettere ad un soggetto gravemente squilibrato come il Marano di avere un regolare porto d'armi. Se non avessero rilasciato quegli assurdi certificati medici, oggi un padre di 28 anni vivrebbe ancora con la sua famiglia, perchè Marano mai avrebbe potuto procurarsi un'arma micidiale come quella usata per l'omicidio del ragazzo e il tentato omicidio della convivente".

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"Noi andiamo avanti e continueremo a chiedere giustizia per Vasyl Yenatiuk ed i suoi familiari", continua il legale. "Quei due medici hanno sbagliato e devono renderne conto, almeno che venga celebrato il processo a loro carico. Spero e mi auguro che il PM Galli, per il quale ho stima e considerazione professionale, torni sui suoi passi e riconsideri la sua posizione. Va lanciato un forte messaggio da questa tragica e dolorosa vicenda: non si possono rilasciare certificati medici così alla leggera e quindi dare il porto d'armi a soggetti squilibrati e pericolosi. Per il bene e la sicurezza di tutti noi cittadini".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Emergenza Coronavirus: è pandemia mondiale, scopriamo i sintomi e come proteggersi

  • In arrivo un nuovo decreto, filtra una bozza: restrizioni fino al 31 luglio e multe fino a 4mila euro per i trasgressori

  • Capitanata sotto choc, medico muore nell'inferno del Coronavirus. "Unica colpa è di aver fatto il suo dovere"

  • Coronavirus: due città diventano 'zona rossa' con almeno 51 casi positivi, quattro sono amaranto e tre lilla

  • "Mai visto nulla di simile". Dentro l'ospedale Covid di Casa Sollievo. Il dr Del Gaudio: "Il lavoro è duro e complesso"

  • Chiudono le pompe di benzina e gasolio: si comincia da mercoledì: "Da soli non ce la facciamo"

Torna su
FoggiaToday è in caricamento