Omicidio a Vieste: ucciso il boss Notarangelo, detto ‘Cintaridd’

Ritenuto dagli inquirenti a capo dell'omonimo clan, il 37enne è stato ucciso sulla litoranea Mattinata-Vieste in località 'Gattarella'

Il luogo dell'omicidio (Foto di Roberto D'Agostino)

Freddato a colpi di fucile, mentre a bordo della sua auto - una Toyota Rav4 grigia - percorreva la Provinciale 53, la litoranea Mattinata-Vieste. Un vero e proprio agguato teso contro il 37enne Angelo Notarangelo, detto “Cintaridd”, ritenuto dagli inquirenti a capo dell’omonimo clan.

Il corpo dell’uomo, ormai senza vita, è stato trovato poco dopo le 7,30 di questa mattina, in località “Gattarella”, a 6 km da Vieste. Sono stati alcuni automobilisti in transito sulla provinciale garganica a notare l’auto crivellata di colpi ferma sul ciglio della strada e poi il cadavere, lanciando l’allarme ai carabinieri. Secondo una primissima ricostruzione dell’accaduto, Notarangelo è stato sorpreso da una pioggia di colpi di arma da fuoco all’esito di un tornante, prima del rettilineo per “Porto Nuovo”.

Almeno due pistole e un kalashnikov le armi utilizzate, come ipotizzato dagli inquirenti che stanno repertando sul posto decine di bossoli e cartucce. Inutile il tentativo dell’uomo di sottrarsi alla morte: Notarangelo, infatti, avrebbe tentato di mettersi al riparto uscendo dal mezzo dallo sportello del lato passeggero, ma due colpi - uno alla testa e uno al torace - gli sono stati fatali. Sul posto, i carabinieri del comando provinciale di Foggia e della tenenza di Vieste che stanno avviando le indagini del caso.

La provinciale che conduce a Vieste è stata chiusa in entrambi i sensi di marcia. Pare che la vittima avesse appena lasciato la masseria di famiglia, dove ha un piccolo maneggio. Notarangelo era stato coinvolto nel blitz eccellente “Medioevo” e il suo nome compare anche in quello denominato “Tre Moschettieri”, entrambi coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari; nei relativi processi, l’Associazione Antiracket Viestana e lo stesso comune si costituirono parte civile al fianco degli operatori turistici piegati dal racket delle estorsioni sul Gargano.

Notarangelo era stato scarcerato il 31 luglio scorso, nel giorno della visita della Commissione Antimafia a Foggia: ritenendo affievolite le esigenze di custodia cautelare, il Tribunale d Foggia accolse l’istanza di scarcerazione del suo avvocato e lo rimise in libertà, con obbligo di firma. Per il processo “Medioevo” non venne riconosciuta la modalità mafiosa.

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Commenti (3)

  • In questo "giro"... prima o poi si fa questa fine!

  • Gentaglia che ammazza altra gentaglia. Bene così.

  • Ma deluso dalle istituzioni che continua a dire che non ce stampo Mafioso,questo personaggio era al capo di un clan edito alle estorsioni sia ai lidi che alle attività commerciali proponendosi con i suoi gregari alla custodia e vigilanza di lidi campeggi e altro con metodi MAFIOSI fuori di estorcere i locali per le macchinette mangia soldi .La magistratura che fa dice che non ce metodo Mafioso maaa.

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