Omicidio di via Forcella, resta in carcere Carella: è accusato di aver ucciso De Rocco

Il GIP di Foggia ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dell’indagato, notificatagli presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere

L'omicidio di via Forcella

Nella giornata di ieri i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Foggia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Foggia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di Marco Carella, classe ’80, per i reati di omicidio in concorso e porto abusivo di arma da fuoco. 

Il fermo di indiziato di delitto

Carella era già stato colpito, lo scorso 5 luglio, da un provvedimento di fermo d’indiziato di delitto del PM della Procura della Repubblica di Foggia e associato presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, provvedimento convalidato dal GIP il successivo 7 luglio scaturito dalle attività investigative conseguenti all’omicidio di Luigi Antonio De Rocco, 32enne originario di Casarano.

L'omicidio di via Forcella

In via Forcella, alle 21 del 28 giugno, era stato attinto da un colpo di fucile caricato a pallettoni mentre si trovava a bordo di un’autovettura Peugeot 807 unitamente a Bruno Carella, 42enne censurato di Foggia, al figlio Mario Guglielmo, 20enne censurato e a un altro giovane, anch'egli proveniente dalla provincia di Lecce.

Le indagini sull'omicidio

Le indagini, immediatamente avviate dalla Procura della Repubblica con il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri, si sono svolte sia attraverso i c.d. metodi “tradizionali” sia attraverso meticolose attività d’intercettazione, di analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza e di studio delle tracce lasciate sui ponti ripetitori della telefonia mobile.

Di fondamentale importanza si è rivelata l’escussione di testimoni, parenti delle vittime e di tutte le persone informate dei fatti. Dai primi momenti, per quasi 24 ore, il Pubblico Ministero della Procura di Foggia, titolare delle indagini, assieme ai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Foggia ha ininterrottamente ascoltato le testimonianze e messo a confronto ogni dato emerso anche dalle attività tecniche, riuscendo a raccogliere sufficienti indizi per ritenere il fratello di Bruno il reale autore dell’omicidio.

La cattura a Mondragone

Per tale ragione la Procura di Foggia aveva emesso il provvedimento di fermo del P.M. a carico del presunto omicida, nel frattempo resosi irreperibile. Di qui le attività di ricerca del fuggitivo, che dopo cinque giorni di ininterrotte indagini avevano portato alla sua cattura la mattina del 5 luglio in una casa di Mondragone, dove aveva trovato rifugio. L’esecuzione del fermo è stata possibile solo grazie a incisive attività tecniche del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Foggia, abilmente coordinate dal Pubblico Ministero, e alla collaborazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta e del ROS di Napoli.

Carella resta in carcere

Il GIP di Foggia, il 19 luglio, sulla scorta degli accertamenti già presenti agli atti e di ulteriori risultanze investigative che rafforzano il quadro probatorio, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dell’indagato, notificatagli presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere.

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