Omicidio-suicidio a Cerignola: gravissima la moglie di Ciuffreda, un proiettile le ha attraversato la testa

Sulla vicenda indagano i carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Paola De Martino. Secondo quanto ricostruito, l'uomo avrebbe premuto il grilletto prima contro la moglie, poi contro la vicina di casa e amica; fatale per lei una ferita all'addome

Il luogo della tragedia

Nessun precedente, nessuna vecchia ruggine e soprattutto nessun movente apparente dietro all'omicidio-suicidio e tentato omicidio avvenuto nelle campagne di Cerignola.

A metà mattina, la quiete di Contrada 'Cerina' è stata interrotta da alcuni colpi di pistola: il 69enne Francesco Ciuffreda, agricoltore incensurato della zona, ha impugnato la sua pistola calibro 7.65 legalmente detenuta e ha sparato contro sua moglie, la 65enne Giuseppina Pantone, e contro la vicina di casa, la 55enne rumena Luminita Brocan, morta sul colpo. Poi ha rivolto l'arma contro sé stesso e si è tolto la vita. 

VIDEO | Le immagini sul luogo della tragedia

E' stato il figlio della coppia a scoprire l'accaduto e a soccorrere la madre, trasportandola all'ospedale 'Tatarella' di Cerignola, per essere poi trasferita tramite elisoccorso a 'Casa Sollievo della Sofferenza' in condizioni critiche. La donna è attualmente in 'protezione cerebrale', una sorta di coma farmacologico. Un proiettile le ha attraversato la testa da parte a parte ed è ora nelle mani degli anestesisti rianimatori e neurochirurghi della struttura che dovranno decidere il da farsi.

Sulla vicenda sono in corso le indagini dei carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Paola De Martino. Secondo quanto ricostruito dagli uomini dell'Arma, la vicenda si è consumata all'esterno dell'abitazione di Ciuffreda. L'uomo avrebbe premuto il grilletto prima contro la moglie, poi contro la vicina di casa e amica; fatale per lei una ferita all'addome. 

Il marito della 55enne, avrebbe udito gli spari in lontananza e ha allertato il figlio della coppia, che si è precipitato in campagna. Tra le due famiglie, è emerso, vi erano rapporti di amicizia: la vittima e suo marito lavoravano da tempo nella masseria come guardiani e 'tuttofare' soprattutto da quando le condizioni di salute del 69enne erano repentinamente peggiorate. 

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