Vieste criminale: dopo la morte del boss è guerra aperta per la supremazia del territorio

Cinque omicidi in tre anni dall'uccisione dell'ex boss di Vieste Angelo Notarangelo. Ieri l'agguato al suo luogotenente Marco Raduano, rimasto ferito. E' in gioco la supremazia del territorio

Gli omicidi a Vieste

Dal 26 gennaio 2015, giorno dell’omicidio del boss Angelo Notarangelo, a Vieste non si è ancora perfezionato il cambio al vertice della criminalità locale. Un vuoto che ha fatto registrare una serie di omicidi, fino all’agguato avvenuto ieri sera nei confronti di Marco Raduano, luogotenente e successore al vertice del clan di ‘Cintaridd’.

La morte di Notarangelo ha determinato un livello di instabilità preoccupante, cosicché da un lato si sono verificate fratture interne alla criminalità locale, dall’altro l’ambizione di gruppi di altre aree di scalare il potere. L’avvicendamento al vertice non è avvenuto anche grazie alle immediate ed efficaci azioni di contrasto delle istituzioni, che con il loro lavoro hanno accentuato il vuoto di potere creatosi con la morte del boss.

Ad oggi manca una figura verticistica riconosciuta che detenga il controllo delle attività illecite: dalle estorsioni agli imprenditori  (imposizione della guardiania) al traffico di droga, fiorente in virtù della posizione geografica del Gargano, canale perfetto per intrecciare rapporti con le organizzazioni transnazionali dell’Albania ai vertici mondiali nella produzione di marijuana e hashish.

Una situazione più che mai fluida e in fase di nuovi assestamenti, culminata ieri sera nel tentato omicidio di Marco Raduano, noto negli ambienti criminali con gli appellativi di ‘Faccia D’Angelo’ o ‘Marco Pallone’. L’assetto della criminalità operante nel comune di Vieste è attualmente molto instabile per i frequenti mutamenti di alleanze tra le varie consorterie criminali, in guerra tra loro per l’acquisizione della supremazia nel controllo delle attività criminali svolte sul territorio. E’ in questo scenario “di guerra tra clan” che si collocano una serie di omicidi, alcuni solo tentati, poiché, sulla base delle indagini svolte, sono emersi collegamenti tra i vari fatti, accomunati appunto da un unico denominatore, la leadership nella gestione degli affari illeciti.

Cinque gli omicidi avvenuti dopo la morte di Angelo Notarangelo: dall’uccisione di Marino Solitro del 30 aprile 2015 freddato nel cortile della sua villetta in località ‘Molinella’ a quella del 3 settembre 2016 di Giampiero Vescera, cognato di Marco Raduano, trovato senza vita in un uliveto nei pressi dell'area di servizio 'Repsol', lungo la strada che collega Vieste a Vico del Gargano.

Tre gli omicidi nel 2017: quello del 16 gennaio di Vincenzo Vescera, ucciso in via San Nicola da Mira nelle vicinanze della sua abitazione e del 27 dello stesso mese di Onofrio Notarangelo, fratello di Cintaridd, ucciso in via Verdi mentre si trovava in auto nei pressi della sua abitazione. Il più cruento è avvenuto in pieno centro e in un orario di punta all’interno dell’Antica Bruschetteria: era il 27 luglio quando Omar Trotta veniva ucciso mentre pranzava nel ristorante di sua proprietà davanti alla moglie e alla figlioletta di pochi mesi.

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