Attendere un istante: stiamo caricando il video...
Attendere un istante: stiamo caricando il video...

Quell'incontro col boss prima della strage, l'intesa fallita e il tradimento dietro l'uccisione di Romito e la strage del 9 agosto

Dal duplice omicidio di Apricena all'uccisione del boss Romito durante il quadruplice delitto del 9 agosto 2017 a San Marco in Lamis, Carlo Magno, reo confesso dell'omicidio di Saverio Tucci, risponde così alle domande del pm Luciana Silvestris, dell'avvocato di Caterino, Giulio Treggiari e dal Giudice

 

Sempre questa mattina, in Tribunale, il pm Luciana Silvestris ha riletto a Carlo Magno le dichiarazioni rilasciate ai pubblici ministeri dallo stesso imputato - reo confesso dell'omicidio di Saverio Tucci avvenuto nell'ottobre 2017 ad Amsterdam - durante l'interrogatorio del 12 gennaio 2018.

Carlo Magno e l'omicidio di Saverio Tucci

L'incontro tra due soggetti a casa di Romito

Magno ha confermato il racconto di Tucci secondo il quale un paio di giorni prima del quadruplice omicidio di San Marco in Lamis in cui furono assassinati, oltre al boss del clan Romito di Manfredonia anche il cognato che era in macchina con lui e i fratelli innocenti Luigi e Aurelio Luciani - due amici di Tucci si erano recati presso l'abitazione di Mario Luciano Romito, ma da quell'incontro non avrebbero raggiunto un'intesa, per cui, sempre secondo il racconto del 44enne soprannominato 'Faccia d'Angelo', i due gli avrebbero voltato le spalle proprio quel 9 agosto, giorno della strage. 

Il ruolo e le ambizioni di Saverio Tucci

Secono la deposizione di Carlo Magno, Tucci gli avrebbe riferito delle sue intenzioni di conquistare il mercato del traffico di cocaina in Capitanata nel giro di cinque-sei mesi: "Si era messo insieme con questi gruppi per gestire questo traffico di cocaina fino a Bari"

Alla richiesta del pm Luciana Silvestris sul ruolo avuto da Tucci nella vicenda che aveva portato all'uccisione di Romito, Carlo Magno ha raccontato di averlo visto "forse proprio il giorno prima dell'omicidio" vicino casa sua: "Era assente, non c'era proprio, aveva sempre un pensiero forte, stava facendo qualcosa che non era tanto sano diciamo" ha proseguito.

Gli assassini "alti" di Petrella e Ferrelli

Rispondendo invece alle domande dell'avvocato Giulio Treggiari, difensore di Caterino (in carcere con l'accusa di essere il basista della mattanza del 9 agosto 2017), l'ìmputato ha aggiunto: "Lui (Tucci) ha detto che faceva parte di questo gruppo, che si era unito a questo gruppo, se l'ha detto per farsi grande o per farmi prendere paura a me, non lo so". Sul duplice omicidio di Apricena del 20 giugno 2017 in cui un commando armato fino al collo uccise Antonio Petrella e Nicola Ferrelli, Magno ha riportato le considerazioni di Tucci sui presunti assassini: "Sul Gargano ci sono solo due persone alte così (nel fisico) e fra poco le vanno ad arrestare".

Carlo Magno ha ripercorso anche gli attimi in cui ha ucciso Saverio Tucci: "L'ho portato in giro per cercare qualcuno che gli procurasse la cocaina, siamo stati tre o quattro giorni e poi per puro caso abbiamo incontrato una persona a cui lui doveva dare dei soldi, per una partita di 10 kg di cocaina che gli avevano sequestrato a Manfredonia".

Carlo Magno uccide Saverio Tucci: l'omicidio

L'imputato, che si era spostato in Germania proprio perché i colombiani lo cercavano per arrivare a Tucci, in videoconferenza ha aggiunto: "Siamo andati a casa di un amico mio a fare colazione, lui mi minacciava con insistenza dicendomi che dovevo trovare i colombiani". E ancora: "Mi ha detto ora ammazzo te e pure ai colombiani, ha fatto un gesto come se avesse l'arma, io ero pure armato e gli ho sparato"

Tucci cercava Di Summa

In conclusione, a una delle domande formulate dal giudice, Carlo Magno ha ricordato come in merito al duplice omicidio di Apricena, Tucci cercasse informazioni su Di Summa: "Voleva sapere dove stava, dove se la faceva, che doveva..., parlava di cose non tante belle"

Potrebbe Interessarti

Torna su
FoggiaToday è in caricamento