Cocaina dalla Colombia al Gargano, pentito svela le tappe del traffico internazionale collegato alla strage di San Marco

Operazione dei carabinieri che, all'alba di oggi, hanno eseguito 7 ordinanze di custodia cautelare (4 in carcere e 3 ai domiciliari) nei confronti di soggetti di Barletta e Manfredonia, responsabili di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti

La strage di San Marco in Lamis

Importavano cocaina dalla Colombia passando per Amsterdam. Tappa finale la Puglia, dal Gargano al nord Barese.

E' quanto scoperto dai carabinieri della Compagnia di Barletta che, all'alba di oggi, hanno dato esecuzione a 7 ordinanze di custodia cautelare (4 in carcere e 3 ai domiciliari) nei confronti di soggetti esponenti di pericolose organizzazioni criminali operanti in Barletta e nel Gargano, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

La misura è stata disposta dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, a seguito di una specifica attività di polizia giudiziaria svolta dai militari della Compagnia di Barletta dal giugno del 2017. L’attività investigativa nasce dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia che riferì delle attività illecite di un sodalizio criminale della malavita organizzata barlettana capeggiato da Ruggiero Di Salvo, detto “Tucchett”, 52enne di Barletta, il quale da anni risultava in contatto con membri del panorama delinquenziale garganico del clan Li Bergolis, dai quali si riforniva di ingenti quantitativi di stupefacente del tipo cocaina.

Le risultanze investigative hanno riscontrato l’esistenza della cellula delinquenziale dedita allo spaccio di cocaina nella città di Barletta; hanno dimostrato che la cocaina fornita al sodalizio malavitoso barlettano perveniva dall’Olanda tramite canali internazionali di narcotraffico con la mediazione di pregiudicati garganici di stanza ad Amsterdam che fungevano da intermediari con esponenti di rilievo di cartelli del narcotraffico colombiano.

L’attività investigativa ha inoltre coinvolto un criminale di estrazione garganica originariamente indagato: si tratta di Saverio Tucci, pluripregiudicato manfredoniano, coinvolto nelle dinamiche propedeutiche e organizzative della strage di San Marco in Lamis, del 9 agosto 2017, quando vennero trucidati lo storico boss della criminalità manfredoniana Mario Luciano Romito, suo cognato Matteo De Palma e due contadini innocenti trovatisi in loco all’atto dell’agguato, i fratelli Luciani.

Le indagini sono anche correlate all’omicidio di Tucci, membro di spicco del clan Li Bergolis, ucciso ad Amsterdam nell'ottobre 2017 dal pregiudicato manfredoniano Carlo Magngo, in seguito tratto in arresto dai carabinieri della Compagnia di Barletta previa rogatoria internazionale con l’autorità giudiziaria olandese, grazie al contributo di Eurojust, nel mese di aprile 2018. Magno ha quindi iniziato un percorso di collaborazione con la giustizia. Nel corso di vari interrogatori ha contribuito in maniera determinante a delineare in modo completo ed esaustivo l’organigramma criminale, i canali di rifornimento e le modalità di importazione dello stupefacente dal Sudamerica fino a Manfredonia, riferendo inoltre agli inquirenti che Tucci era stato parte del gruppo che aveva ucciso Mario Luciano Romito.

Il monitoraggio tecnico disposto a carico di tutti gli indagati ha consentito l’esaltazione dei ruoli ricoperti nell’ambito delle consorterie criminali di appartenenza, delineando la rotta dello stupefacente sino a Barletta, al culmine di transazioni verificate con complessi servizi di osservazione dinamica, anche in Olanda, con i quali si è riusciti a penetrare l’assoluta avvedutezza dei soggetti coinvolti che hanno mostrato di prediligere, in via esclusiva, gli incontri di persona all’utilizzo di mezzi di comunicazione intercettabili.

I soggetti destinatari della misura cautelare della custodia in carcere sono Antonio Diaferia, di Barletta, classe 1974, Pasquale Dico, di Barletta, classe 1975, Ruggiero Disalvo, nato a Barletta, classe 1967 e Cosimo Damiano Vairo, di Manfredonia, classe 1962. I soggetti destinatari della misura cautelare degli arresti domiciliari, invece, sono Giuseppe Bergantino, nato a Manfredonia, classe 74 e allo stato ricercato; Maria Lamacchia, nata a Barletta,  classe 74 e Roberto Sarcina, nato a Trani, classe 84.

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